Paul McCartney: “Prince aveva registrato una cover dei Beatles”

27-05-2026

Nel corso di una puntata di Tracks of My Years su BBC Radio 2, Paul McCartney ha condiviso un curioso aneddoto poco noto che riguarda Prince: il musicista di Minneapolis avrebbe registrato una versione di “The Long And Winding Road”, brano dei Beatles incluso in “Let It Be”.
Il racconto risale a qualche anno dopo la morte di Prince. McCartney ha ricordato di averne parlato con una persona vicina all’artista, probabilmente il suo fotografo, che gli avrebbe chiesto se avesse mai ascoltato quella interpretazione. Alla risposta negativa, gli sarebbe stato detto che il brano era stato inciso durante alcune prove, in vista di un progetto poi rimasto indefinito. La registrazione, effettivamente inviata a McCartney, lo ha colpito per la qualità, pur trattandosi di un’esecuzione ancora grezza. “Suona la chitarra davvero bene”, ha osservato, lasciando intendere l’intenzione di chiedere agli eredi di Prince la possibilità di lavorarci e, eventualmente, pubblicarla.

Non esistono al momento dettagli precisi sulla data o sul contesto di quella sessione, né è chiaro se il brano vedrà mai una diffusione ufficiale. McCartney, però, ha ribadito la propria ammirazione per Prince, indicando “Kiss” come episodio emblematico del suo repertorio e definendolo “un mago”. Nel corso della trasmissione ha inoltre citato altri riferimenti fondamentali della sua formazione, da Chuck Berry a Buddy Holly, fino a Bob Dylan e ai Beach Boys.
Nel frattempo, McCartney si prepara a pubblicare “The Boys Of Dungeon Lane”, il suo nuovo album, la cui uscita è prevista per il 29 maggio, a oltre cinque anni di distanza da “McCartney III”. Il disco include collaborazioni con Sharleen Spiteri e Chrissie Hynde, oltre a “Home To Us”, duetto con Ringo Starr che segna la prima collaborazione ufficiale tra i due in epoca post-Beatles. Il progetto ruota attorno a una rievocazione dell’infanzia a Liverpool e agli anni precedenti alla nascita dei Beatles.

Il disco raccoglie episodi e immagini legati agli anni della formazione, con uno sguardo retrospettivo che mette a fuoco passaggi decisivi nella costruzione della sua identità artistica. Le canzoni ritraggono Paul in maniera sincera, vulnerabile e profondamente riflessiva, mentre scrive con rara franchezza della sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, della tenacia dei suoi genitori e delle prime avventure condivise con George Harrison e John Lennon, molto prima che il mondo avesse mai sentito parlare della Beatlemania. Accanto a questo nucleo autobiografico, trovano spazio nuove canzoni d’amore, segno di una scrittura che continua a muoversi tra dimensione intima e vocazione narrativa.
Con “The Boys Of Dungeon Lane”, McCartney torna quindi su coordinate già esplorate in passato, ma con un taglio più esplicitamente personale: un lavoro che intreccia memoria e presente, e che si propone come uno dei capitoli più introspettivi della sua produzione recente.