CONVERGE - Hum Of Hurt

2026 (Epitaph)
metalcore, post-hardcore

Sono passati trentasei anni dalla formazione dei Converge. Oggi come non mai hanno imparato una lezione che pochi gruppi heavy riescono a concretizzare, perché la furia può essere un mare che si ritira lentamente per poi travolgerti. “Hum Of Hurt”, secondo lavoro in questo assurdo 2026, arriva a soli quattro mesi di distanza da “Love Is Not Enough”, eppure suona come il suo opposto complementare. Si passa da una scarica di adrenalina hardcore in una corsa contro il tempo e contro il mondo ad un’esplorazione lenta e vischiosa post-hardcore, post-metal, post-tutto. Questi due album vanno presi come un dittico: se la reazione viscerale di “Love Is Not Enough” è un mondo che precipita, “Hum Of Hurt” è una riflessione a freddo, un’inesorabile presa di coscienza.

I cambi di direzione sono evidenti, “Slip The Noose” parte con un riff che sembra uscito dall’era di “Jane Doe” (2001) – urgente, angolare e quasi claustrofobico. Bannon non urla più solo di rabbia ma di trauma generazionale, attraverso il peso di vedersi riflessi in chi viene dopo. “Doom In Bloom” abbraccia una dimensione più sludge, con i prepotenti muri di chitarra di Ballou che ti trascinano nella melma. Ottime “Detonator” (diretta come un pugno e con un giro che sembra uscito da “Goat” dei Jesus Lizard) e “I Won’t Let You Go”, un brano che trova qui la sua collocazione definitiva dopo essere stato originariamente pubblicato nel 2021 per la colonna sonora dello sparatutto “Cyberpunk 2077”.

La seconda metà del disco verte su territori più sperimentali, dove compare la lunga “Dream Debris”, una marcia sulla frustrazione esistenziale: basso lento e funereo e un crescendo di chitarre e distorsioni. L’interludio “Used To Matter” è l’unico momento di respiro che prepara alla title track, ma anche il punto più debole, una pausa che spezza il flusso senza aggiungere veramente qualcosa, forse l’unica scelta non riuscita dell’album. E qui arriva una riflessione necessaria: “Hum Of Hurt” richiede diversi ascolti, tempo e pazienza. La sua coerenza atmosferica può anche essere avvertita come un limite, poiché alcune canzoni sfumano le une nelle altre e la mancanza di momenti di vero sollievo rende l’ascolto a tratti faticoso ed overwhelming. Eppure, è proprio questa nuova maturità a rendere “Hum Of Hurt” un lavoro molto interessante. I Converge non cercano di essere più veloci o più pesanti, ma cercano di essere più veri per andare in profondità. In questa epoca di rumori di fondo, di rabbia consumata e di disperazione liquida, la loro scelta di rallentare e di guardare il precipizio senza saltarci dentro è quasi rivoluzionaria.

25/06/2026

Tracklist

  1. 1. Slip The Noose
  2. 2. Doom In Bloom
  3. 3. It Only Gets Worse
  4. 4. Detonator
  5. 5. I Won’t Let You Go
  6. 6. It’s Not Up To Us
  7. 7. Dream Debris
  8. 8. It Used To Matter
  9. 9. Hum Of Hurt
  10. 10. Nothing Is Over

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