PAULIE SWAN - Swans Today

2026 (Autoprodotto)
jazz-pop, songwriter

La prima cosa che si percepisce ascoltando il piccolo debutto di Paulie Swan è la voce. Una voce profonda, calda e avvolgente, che sembra emergere da una cavità insondabile, da una profondità quasi materica, che tra le pieghe sofisticate ed eleganti di un jazz contaminato si fa spazio diventando presenza fisica. Se la voce è ferma, radicata, possente, la musica si concede raramente punti di approdo.
Paulie Swan preferisce infatti gli accordi sospesi, i passaggi interlocutori, costruendo uno spazio sonoro costantemente in bilico. Non a caso, la sensazione più forte che si percepisce ascoltando “Swans Today” è quella di galleggiare in un limbo onirico e dilatato, in cui le vibrazioni che la popolano sono quelle della nostalgia e della malinconia sottile e persistente. “Me vs Mothra”, ad esempio, il brano più bello dell’intero disco, più che cercare una direzione sembra abitare l’incertezza e la fragilità, la stessa fragilità che ritroviamo nei testi di questi bellissimi quattro brani, in cui si parla di vergogna, insicurezza, auto-svalutazione e perenne conflitto interiore.

Pensato come metà di un progetto in due parti, “Swans Today” suona proprio come il tentativo dell’artista scozzese di scrollarsi di dosso le proprie sensazioni negative e di sublimare flussi di coscienza, appunti di vita, considerazioni intime e immagini sedimentate per mesi e mesi, forse anni. Che suoni il pianoforte o la chitarra, il giovane Swan disegna melodie difficilmente prevedibili e al contempo ipnotiche. Cerchi concentrici dentro cui affondare lentamente, ritrovando il gusto soddisfacente di ascoltare ottima musica. Un album per chi ama Cameron Winter e King Krule, ma anche per chi vuole semplicemente godere di nuovo materiale, scritto e suonato in maniera magistrale. Speriamo siano i primi promettenti segnali di qualcosa di più grande e ambizioso.

17/07/2026

Tracklist

  1. 1. Plaster
  2. 2. Shiner (The Cape)
  3. 3. Me vs. Mothra
  4. 4. Comte de Rochambeau