SAFETY TRANCE - Sacrificio

2026 (Club Romantico / Decent)
deconstructed club, dembow, latin

Luis Garbán Valdeón è un quotatissimo producer e dj venezuelano, attualmente con base a Barcellona, noto nel circuito underground con l’alias Cardopusher, progetto con il quale si muove all’interno della scena elettronica d’avanguardia, puntando su sonorità techno-rave-industrial. Con il più recente moniker Safety Trance l’intenzione è quella di esplorare nuove direzioni, fondendo la club music industriale con il reggaeton, il neo-perreo e la musica urban latina, puntando su un maggior numero di tracce vocali e un abile intreccio di collaborazioni. Luis si era già ritagliato un pezzettino di notorietà grazie al lavoro svolto insieme all’amica e connazionale Arca, sia in occasione della serie “Kick” che del singolo “El alma que te trajo”, contenuto nell’Ep d’esordio “Noches de terror”, era il 2022. In seguito ha lavorato con altri nomi molto importanti della scena avant-pop, quali Sega Bodega, Eartheater e Lolahol (Lourdes Leon, figlia della Signora Ciccone, impegnata nella trance di “Except In Spring”), e molti risultati li troviamo proprio dentro “Sacrificio”.

Il sound proposto come Safety Trance è aggressivo, scuro, metallico ma al contempo ballabile. Prende i ritmi sincopati del dembow (la base ritmica del reggaeton) e li bombarda con distorsioni techno, synth acidi e atmosfere hardcore/gabber. Dopo il mini album “Lágrimas”, edito a fine 2022, attraverso “Sacrificio Safety Trance consolida il mix tra clubbing destrutturato e sonorità latine abrasive. Un disco che vola via rapidissimo, 14 tracce in 28 minuti complessivi che uniscono idealmente i bassifondi di Caracas ai club più oltraggiosi di Barcellona. Oscurità e poliritmi che intendono spogliare i ritmi ispanici di qualsiasi solarità pop per trascinarli in un claustrofobico spazio sotterraneo. “Sacrificio” rappresenta il manifesto programmatico di questa mutazione, un rituale pagano iper-tecnologico dove le radici latine non vengono recuperate come vezzo esotico, bensì per costituire la colonna portante in grado di supportare un’estetica cyber-punk.

Ma il cuore pulsante del disco risiede nella sua natura meticcia e collaborativa: “Sacrificio” non sarebbe lo stesso senza la presenza della complice (e musa ispiratrice?) Arca. La loro sinergia nel minuto e spicci dell’iniziale “The Beat Drops” definisce da subito i contorni del lavoro, che trova poi altri livelli di possente destrutturazione in occasione della rapida doppietta “Inter i” / “Curiapo” e in “Puxa saco”, tracce che dilaniano la forma-canzone fino a farla collassare. Manipolazioni evocative, trasmutazioni sonore, estasi e tortura. Non è meno determinante l’apporto di Sega Bodega ed Eartheater, coppia di lusso che introduce elementi di pop music mutante, frammenti di melodia che galleggiano sopra un tappeto di distorsioni, concertando la traccia più importante del disco, la cullante “Most Of Me (Is Elsewhere)”, ninna nanna di rara bellezza che fa il paio con “Panties” (qui ci sono i messicani Meth Math), a dimostrazione dell’abilità di Safety Trance nella scrittura di temi più atmosferici. Altri highlight arrivano in corrispondenza di “Hustlin” (con Thoom e Lilith) e “Wrd pms”, realizzata in solitudine ma non per questo meno efferata.

Degna di nota anche la presenza di Six Sex, altro nome emergente del circuito sudamericano (è di Buenos Aires) che entra con forza nel progetto in occasione della sferzante “No me quiero dormir”. Lì dove il lavoro perde qualche punticino è nella seconda parte, quando il reggaeton guadagna spazio e la drammaticità del suono lascia spazio a qualche scelta più furba (è il caso di “Duro”). Resta evidente come, laddove altri producer della scena deconstructed club si perdono nell’astrazione intellettuale, Safety Trance sia un maestro nel mantenere intatta una dote fondamentale, l’efficacia sul dancefloor, spingendo sul pedale dell’acceleratore mentre immagina una terra di mezzo dove i confini fra generi tendono ad assottigliarsi. Tutto concepito per riportare un certo livello di “pericolosità” all’interno della club culture, diventata oramai facile terra di conquista per dj/influencer impegnati a saturare i social con selfie scattati dentro resort di lusso nei luoghi più instagrammabili del pianeta. Senza più voglia di prendersi rischi.

25/06/2026