I Duran Duran avrebbero potuto sciogliersi già a metà degli anni Ottanta, ma un consiglio di Mick Jagger cambiò il destino della band. A raccontarlo è Nick Rhodes in una lunga intervista rilasciata al britannico The Independent, nella quale il tastierista ripercorre alcuni dei momenti più significativi della sua carriera, dagli incontri con David Bowie e Andy Warhol fino all’amicizia con la principessa Diana.
Rhodes ha ricordato che, in un momento particolarmente delicato per il gruppo, il frontman dei Rolling Stones lo prese da parte per convincerlo a non abbandonare il progetto: “Dovete davvero restare uniti, è il vostro futuro”. Un suggerimento che, con il passare degli anni, si è rivelato determinante. “Aveva ragione, perché in quel momento tutto sarebbe potuto crollare”.
Il musicista ha parlato anche del suo rapporto con le droghe, spiegando di non aver mai sentito il fascino di quello stile di vita. “La mia mente è sempre stata troppo frenetica. Non riesco mai a rallentare, quindi l’ultima cosa che volevo era avere a che fare con una montagna di droghe. Ne ho provate alcune, ma non facevano per me”. Rhodes ha aggiunto di aver sempre avuto bisogno di mantenere il controllo: “L’idea di assumere qualcosa senza sapere cosa possa succedere è assolutamente ripugnante”.
Tra i ricordi più cari c’è naturalmente David Bowie, il grande idolo della sua adolescenza, che con il tempo sarebbe diventato anche un amico. “Quando ho visto David Bowie, non volevo più fare l’astronauta o il mago: volevo fare il musicista”. Parlando del Duca Bianco, Rhodes lo descrive come “un caro amico, un intellettuale e un tipo esilarante”, aggiungendo: “Mi piaceva molto perché non mi ha mai deluso”.
L’intervista tocca anche altri incontri che hanno segnato la storia dei Duran Duran, come quello con Andy Warhol nella New York degli anni Ottanta, quando la band stava ancora cercando di affermarsi negli Stati Uniti, e il rapporto con la principessa Diana, che Rhodes ricorda come una delle più celebri sostenitrici del gruppo. “L’abbiamo incontrata diverse volte. Era una nostra grande ammiratrice. La vedevo spesso in giro per Chelsea”.