GB - Herzsprung

2026 (Ad 93)
indie rock, neo-psychedelia

Alcuni album sembrano costruiti lentamente, altri invece sembrano essere stati evocati. “Herzsprung”, secondo lavoro di GB (al secolo Gustav Berntsen), fa esattamente parte della seconda categoria: un organismo elettrico che prende il rock, lo apre chirurgicamente e lascia filtrare jazz, psichedelia, noise, pop e fantasmi degli anni Settanta e Ottanta. Non nostalgia, ma una sorta di archeologia del futuro.
Il titolo stesso (una parola tedesca quasi inventata, “salto del cuore”) suggerisce un’esplosione. E infatti il disco vive di scarti improvvisi, collisioni e intuizioni che sembrano sul punto di deragliare senza mai perdere il controllo. Dopo il collage più ovattato di “Gusse Music” (2024), GB alza il volume, apre la voce, lascia entrare una band vera.

Il cuore del processo è quasi rituale. A Londra, Berntsen raccoglie per settimane frammenti dal Metro, li ritaglia, li ricompone, li mescola ai propri diari fino a trasformare il linguaggio in materia plastica. Poi porta quelle schegge nella wilderness svedese, dove quattro musicisti le fanno respirare su un nastro 24 tracce. Gran parte del disco nasce dal vivo, spesso al primo take: l’errore non viene corretto, ma viene accolto come un segno che le cose stanno fluendo nel modo giusto.
“Adrenaline” spalanca la porta con chitarre inquiete, batteria cinetica e un basso fretless che trasforma la psichedelia in jazz-fusion. “The Next Day” è quasi un’apparizione indie-rock, luminosa e stranamente familiare. “Belly” invece si muove come un animale notturno: accordi obliqui, groove storti, dettagli che emergono lentamente dal buio. Poi è il turno di “Shit River”, il punto di rottura. La voce si incrina, il coro si alza, le chitarre esplodono in una massa distorta, quasi mistica. Non sembra più una canzone: sembra una porta che si apre per errore su un’altra dimensione lasciandoci guardare cosa c’è oltre.

GB appartiene a quella nuova scuola danese capace di trattare la storia della musica come materiale vivo. Ma “Herzsprung” non è un esercizio da conservatorio. È troppo fisico, troppo umano, troppo innamorato dell’incidente. Un disco sofisticato senza essere snob, colto senza perdere il sangue. Un collage che, miracolosamente, pulsa davanti agli occhi e le orecchie.

31/08/2026

Tracklist

  1. 1. Adrenaline
  2. 2. If Only You're Still Around
  3. 3. The Next Day
  4. 4. Starsound
  5. 5. Belly
  6. 6. Pipe Dream feat. Alba Akvam
  7. 7. Era
  8. 8. Small Gods
  9. 9. Shit River
  10. 10. Katie Magic True