Madonna, una cover IA di “Like A Prayer” scala le classifiche: l’Australia corre ai ripari

26-08-2026

Quando una hit funziona, è per sempre. Anche in versione “artificiale”. Il successo di una cover di “Like A Prayer” di Madonna realizzata con l’intelligenza artificiale (ascolta qui sotto) ha spinto l’industria discografica australiana a introdurre regole più severe. L’Aria, l’Australian Recording Industry Association, ha infatti deciso di escludere dalle proprie classifiche ufficiali i brani creati interamente o prevalentemente attraverso sistemi di IA, con l’obiettivo di tutelare la componente umana della produzione artistica.

A innescare il dibattito è stata la versione del celebre brano di Madonna pubblicata dal dj australiano Josh Fawaz. Per realizzarla, il musicista ha utilizzato strumenti come Suno, affidando all’intelligenza artificiale la generazione delle voci e della batteria. La cover ha ottenuto un enorme successo, scalando le classifiche radiofoniche e di vendita australiane e superando i 48 milioni di ascolti su Spotify.
Le nuove disposizioni non vietano completamente l’impiego dell’IA. Gli artisti potranno continuare a utilizzarla come supporto tecnico durante il processo creativo, ma per entrare nelle classifiche una canzone dovrà essere scritta da esseri umani, mentre la voce principale e gli strumenti fondamentali dovranno essere eseguiti da persone.
“Gli artisti già usano strumenti di IA nel loro lavoro; le classifiche possono e devono evolvere per fare spazio alla nuova realtà, ma la musica generata totalmente da servizi costruiti sulle registrazioni degli artisti è tutta un’altra questione”, ha spiegato Annabelle Herd, direttrice generale dell’Aria.

“Like A Prayer” è uno dei brani più celebri e rappresentativi della carriera di Madonna. Pubblicato nel marzo 1989, era il primo singolo e la title track del suo quarto album in studio, “Like A Prayer”.
La canzone fonde pop, rock e gospel, con cori religiosi e un testo costruito sull’ambiguità tra passione carnale ed esperienza spirituale. Il videoclip, diretto da Mary Lambert, mostrava Madonna tra croci in fiamme, stimmate e la statua di un santo nero che prende vita. La storia affrontava anche il tema del razzismo, raccontando l’ingiusta accusa rivolta a un uomo nero dopo l’aggressione a una donna.
Le immagini provocarono le proteste delle organizzazioni religiose e del Vaticano, inducendo Pepsi a ritirare la campagna pubblicitaria con la cantante. Ma nonostante le polemiche, “Like A Prayer” conquistò il primo posto in numerosi paesi e diventò uno dei singoli di maggior successo di Madonna.

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