SILICA GEL - Ballad Of You

2026 (Cam)
art pop, k-indie, modern rock, progressive pop

Provenienti da Ansan, città marittima parte dell’area metropolitana di Seoul, i Silica Gel (실리카겔) sono una delle band sudcoreane più celebrate dal 2015 a oggi, con ben sei premi vinti ai Korean Music Awards. La formazione, nata come sestetto, si è ristretta oggi a Kim Han-Joo (김한주; voce e tastiere), Kim Min-su (김민수; chitarra e seconda voce), Kim Geon-jay (김건재; batteria) e Choi Woong-hee (최웅희; basso).

L’omonimo album di debutto del 2016 proponeva un indie rock particolarmente intricato, fra stasi dream-pop, squarci noise, loop ipnotici, effettistica hypnagogic pop e atmosfere fantascientifiche, con ricami strumentali di notevole pregio, benché spesso sepolti dal muro degli arrangiamenti. Nonostante sia stato anticipato da un singolo capolavoro come “Tik Tak Tok”, praticamente K-prog, il successivo album, “Power Andre 99” (2023), non vantava un paesaggio altrettanto visionario.
Nel luglio 2025 è uscito un nuovo singolo, “NamgungFefere” (in collaborazione con Japanese Breakfast), che ne ha riportato in alto l’ispirazione, con un intreccio di rock alternativo, tastiere elettroniche, cambi d’andamento a sorpresa e persino qualche rimando bossa nova. A sorpresa è stata anche la sua esclusione dal nuovo album appena uscito, “Ballad Of You”, che tuttavia riesce a recuperare l’atteggiamento contaminato e onirico del debutto, anche se con alcune sostanziali differenze: le strutture sono infatti più segmentate che mai, mentre gli arrangiamenti sono meno caotici, anche se fanno ancora ampio uso dell’effettistica e dello studio di registrazione.

La scaletta è aperta da “Dr. Bob”, un electropop frenetico in cui la linea vocale filtrata si limita a scandire uno slogan senza senso (“Prevent hair from fall”) e grosso del gioco a livello timbrico e melodico lo fanno le linee di sintetizzatore.
“Melatonin 88mg” è invece un collage di frammenti: il primo minuto e mezzo ha una base sottrattiva d’ispirazione grunge, con basso, batteria, e chitarra dal suono distorto e asciutto. A 1’39” scatta un passaggio strumentale dominato da arpeggi di synth che si piazzano da qualche parte fra il rock progressivo e la musica dei videogiochi. Una serie di pulsazioni elettroniche fanno quindi da ponte verso la ripresa dell’architettura iniziale, pur concedendo al basso ghirigori molto più vistosi rispetto alla prima parte.
“Crybaby” è uno strumentale lungo poco più di un minuto dove fra arpeggiatori e suoni laser l’ispirazione videoludica appare ancora più evidente.
“Molecular Gastronomy” si muove su un ritmo serrato e metronomico per un minuto e mezzo, poi la struttura va sfaldandosi: a 1’14” il brano mantiene il ritmo ma perde in intensità, a 1’34” tocca a un intermezzo per chitarre e synth distorti, nuovamente in odor di prog. Dura una ventina di secondi, poi riprende il ritmo iniziale, che a sua volta finisce quasi subito inghiottito nella coda, in cui l’andamento si fa singhiozzante.
Sono canzoni con melodie molto orecchiabili e definite, ma sono attraversate da continue digressioni ed elementi di disturbo.

Dopo “Manphasickzuck”, indie rock chitarristico midtempo traversato da arpeggi elettronici e vocoder, tocca a “You Just Wanna Have Fun”, strumentale di tre minuti con note sostenute e droni d’organo elettrico che si affastellano: non esattamente ciò che si andrebbe a ricercare in un disco di rock alternativo, ma il mondo dei Silica Gel è del resto enigmatico e sgangherato.
“Crime Scene” dura meno di due minuti e consiste in una serie di sussurri echeggianti su un morbido ritmo di drum machine.
I cori che costruiscono il refrain di “Metamorphosing” portano per la prima volta un po’ d’enfasi in un disco fino a quel momento nervoso e scheletrico.
“Postpink” è una cavalcata post-punk, il gioco di parole è voluto, e fa quasi impressione ascoltare un brano così diretto e lineare soltanto alla traccia numero 10.
In “Up Quark” la delicata linea vocale si muove esclusivamente su una sequenza di sintetizzatore, che suona per giunta lievemente stonata.
La vena pop di un gruppo che, stranezze a parte, è capace anche di melodie memorabili esplode definitivamente in “Big Void”, il singolo di lancio del disco, un ibrido fra indie rock e post-punk, guidato da una cristallina melodia di pianoforte (non esattamente l’elemento principe dei generi in questione).
Chiude “Accident”, ballata corale con pianoforte e chitarre sature, sorta di versione distopica della grande tradizione delle ballad coreane che dominarono gli anni OttantaNovanta, con anche un sguardo verso l’occidente (le timbriche, le armonie e l’andamento ricordano alla lontana l’Electric Light Orchestra).
Con questo terzo album i Silica Gel si confermano in sostanza una delle forze creative più rigogliose del proprio paese.

Nota: quasi tutti i brani sono cantati da Han-joo in inglese, benché la sua pronuncia bizzarra renda difficile da captarne i testi senza leggerli. Fanno eccezione “Postpink” (cantanta da Min-su in inglese, con una pronuncia molto più chiara), “Up Quark” (cantata da Han-joo, parte in inglese e parte in coreano) e “Accident” (cantata da Min-su, unico momento interamente in coreano).

06/09/2026

Tracklist

  1. 1. Dr. Bob
  2. 2. Melatonin 88mg
  3. 3. Crybaby
  4. 4. Molecular Gastronomy
  5. 5. Manphasickzuck
  6. 6. You Just Wanna Have Fun
  7. 7. Crime Scene
  8. 8. Metamorphosing
  9. 9. Postpink
  10. 10. Up Quark
  11. 11. Big Void
  12. 12. Accident








SILICA GEL sul web