Storia della musica alternativa coreana

31-08-2025
Al termine del 2021 su OndaRock venne pubblicato l'articolo "K-indie johahae", per la rubrica "Last night a Mixtape saved my life". Vi era allegata una playlist di 22 canzoni, che presentava altrettanti artisti provenienti dalla scena alternativa sudcoreana dal 2010 in poi. In questa occasione, pur restando sulle stesse coordinate, si andrà più indietro nel tempo, fino alla nascita della musica indipendente locale, risalente alla prima metà degli anni Novanta.
In precedenza la controcultura della Corea del Sud era stata interpretata in particolare dalla musica folk, con cantautori storici come Kim Min-ki (김민기), Hahn Dae-soo (한대수) e Jeong Tae-chun (정태춘). Anche il rock produsse alcuni artisti considerati estranei alle regole dell'industria e al giogo del regime, alcuni dei quali vennero messi a tacere, come accadde a Shin Jung-hyeon (신중현), arrestato nel 1975 con la scusa del possesso di marijuana.
A partire dagli anni Ottanta anche il metal contribuì a nutrire lo spirito di ribellione dei giovani. Tuttavia con l'ingresso negli anni Novanta qualcosa cambiò: con l'avvento della democrazia, il movimento della canzone di protesta aveva perso il proprio ascendente sulle masse ed era stato gradualmente soffocato dalle ballate commerciali, che dalla seconda metà degli anni Ottanta dominarono il mercato locale. 
Contestualmente, anche il rock perse la propria spinta, con nomi storici come i Sanullim (산울림), Kim Soo-chul (김수철), i Songgolmae (송골매) e i Deulgukhwa (들국화) che andavano tutti diradando la propria produzione. Quanto al metal, pur con band come Black Hole (블랙홀) e N.Ex.T (넥스트), che effettivamente cantavano di temi importanti, troppo spesso i suoi esponenti per raggiungere il grande pubblico erano costretti a brani più lenti e romantici.
In questo contesto in quel di Seoul iniziò a emergere una nuova generazione di musicisti che si ispirava al rock alternativo angloamericano, declinandolo in ogni sfumatura possibile e mostrando una capacità di abbattere gli steccati stilistici talvolta sconosciuta alle stesse fonti di ispirazione (si pensi a come alcune band sposavano chitarre distorte, ballate folk e ritmi dance). In breve, la stampa locale prese a indicare questa corrente col termine modern rock, che viene usato a tutt'oggi.
La scena troverà un centro nevralgico nel distretto di Mapo e più precisamente nella zona studentesca di Hongdae (che prende nome dalla crasi di Hongik Daehakgyo, l'università locale). Un numero sorprendente degli artisti trattati in questo articolo o proviene da lì, o ha operato lì per riuscire a emergere, grazie alla grande concentrazione di locali per suonare musica dal vivo e sedi di etichette discografiche.
La scena indipendente non dominerà mai il mercato, ma guadagnerà presto il rispetto della stampa, rimarrà fertile nel corso dei decenni e lascerà segni sotterranei ma profondi nella cultura locale.

I 25 album essenziali

Quella che segue è una lista di dischi posti in ordine cronologico dal 1993 a oggi. Si tratta ovviamente di una delle tante liste possibili e come tale è soggetta al gusto di chi l'ha selezionata: a ogni modo, i nomi più influenti sono stati tutti coperti. Ogni disco è accompagnato da una scheda di circa mille caratteri, eccetto quello che apre la selezione, a cui è stato dato più spazio, sia perché viene per convenzione riconosciuto come il big bang della scena trattata, sia a causa del percorso travagliato che ha portato alla sua pubblicazione. Al titolo di ogni album è abbinato un link per l'ascolto.
Potrebbero risaltare alcune assenze soprattutto per quanto riguarda gli ultimi anni: ci sono infatti artisti come Parannoul (파란노을) e Mid-Air Thief (공중도둑) che si sono guadagnati un grande culto anche fra gli ascoltatori occidentali. Tuttavia, a questo articolo preme maggiormente restituire un ritratto fedele di ciò che ha creato un impatto sostanziale da quelle parti, cosa al momento non si può dire dei nomi di cui sopra (dopodiché, il futuro non lo legge nessuno).

h2oH₂O: "Oneul naneun" ("오늘 나는", "Today I") (Royal, 1993)
Gli H₂O nascono come band hard rock nel 1986, sotto la guida del cantante Kim Joon-weon (김준원), membro della diaspora coreana negli Stati Uniti da poco rientrato nel paese. Il primo album ha un discreto impatto, ma il gruppo si scioglie nel 1988 perché alcuni membri non ritengono abbastanza sicura la carriera musicale. Nel 1989 Kim rifonda da capo il progetto, arruolando tre ragazzi di Seoul: Kang Ki-young (강기영; basso e tastiere, già brevemente parte della storica band heavy metal Sinawe), Park Hyun-jun (박현준; chitarra) e Kim Min-ki (김민기; batteria, da non confondere con l'omonimo cantautore). Nel 1992, dopo una lunga gavetta, arriva l'album "H₂O" per la Asia, una delle più grandi etichette sudcoreane dell'epoca.
Il disco mostra i primi vagiti del rock alternativo locale, pur contenendo ancora sonorità legate al pop del decennio precedente. Tutto sembrerebbe pronto per il grande salto a livello commerciale, ma all'inizio del 1993 Kim viene arrestato per possesso di marijuana (reato ancora oggi capace di distruggere la carriera di un artista da quelle parti). Scaricato dalla Asia grazie a un cavillo, e con Kim che viene punito con un assurdo divieto di esibirsi in televisione vita natural durante, il quartetto ripiega sulla neonata Royal, fondata da un ex-manager dei Sinawe. Il nuovo album, "Oneul naneun", esce nel giugno del 1993. Il suono riparte dove il disco precedente si era fermato, per spingersi fino al punto di non ritorno: nasce in questo momento il modern rock, con una varietà che avrebbe in seguito difficilmente ripetuto, fra ispido funk rock, jangle pop etereo, folk rock con assoli di violino, sfuriate grunge, alternative dance con ritmi programmati e pop dalle sfumature jazz. L'album risulterà un clamoroso fiasco a livello commerciale, portando la band allo scioglimento, ma è oggi considerato una pietra miliare.

ume_blueU&Me Blue (유앤미블루): "Nothing's Good Enough" (Nices, 1994)
Fondati a Hongdae dai cantanti e chitarristi Bang Jun-seok (방준석) e Yi Sung-Yol (이승열), appena rientrati dai loro studi negli Stati Uniti, gli U&Me Blue pubblicarono soltanto un paio di album fra il 1994 e il 1996, prima di sciogliersi nel disinteresse del pubblico. Non della critica però, che li ha indicati quasi da subito fra gli iniziatori della musica alternativa locale. Un ascoltatore occidentale potrebbe sottovalutarli a causa della somiglianza fra il timbro vocale di Bang e quello di Bono Vox, ma il loro primo album si muove con grande personalità fra rock alternativo, ritmiche dance e funk, lick di chitarra blues, armonie corali dense d'eco e melodie fluttuanti che rendono i brani una sorta di flusso onirico dalle strutture sfocate. Meno originale il successivo "Cry... Our Wanna Be Nation!", con qualche concessione di troppo al formato della ballata radiofonica. I due avrebbero in seguito continuato a operare nel mondo della musica, come autori di colonne sonore.

pipi_bandPipi Band (삐삐밴드): "Munhwahyeogmyeong" ("文化革命", "문화혁명", "Cultural Revolution") (Digital Media, 1995)
Dopo lo scioglimento degli H₂O, il chitarrista Park Hyun-jun e il bassista Kang Ki-young decisero di dare vita a un nuovo progetto, arruolando la cantante Lee Yun-joung (이윤정). Il primo album dei Pipi Band provocò un notevole clamore per via del canto isterico e sconnesso di Lee, tanto che iniziò a circolare la voce che fosse stata selezionata proprio perché non in grado di cantare. Nonostante i tre indicassero la propria estetica e le proprie canzoni come "punk" (è solitamente attribuita loro la presentazione del termine presso il grande pubblico locale), la musica mostra un carattere sperimentale e al contempo giocoso, che tocca a seconda del brano generi che vanno dal power pop all'hardcore melodico, dal noise al jangle pop, con spunti estemporanei capaci di pescare anche nel soul, nel reggae, e addirittura in ambiti come ambient e avant-rock. In seguito all'abbandono di Lee, all'inizio del 1997, la band operò per qualche mese col nome di Pipi Long Stocking (삐삐롱스타킹).

noizegardenNoizegarden (노이즈가든): "Noizegarden" (Bay, 1996)
Il disco che introdusse le sonorità del rock alternativo, e del grunge in particolare, all'interno del metal coreano. Come spiegato egregiamente da un articolo su Namuwiki, purtroppo non firmato, il disco si mosse in direzione opposta al resto della scena: laddove le band dell'epoca proseguivano nel solco dell'heavy metal tradizionale, con andamenti veloci, voci acute e brani il cui fulcro erano assoli di chitarra d'elevato tasso tecnico, i Noizegarden presentarono un disco lento e pesante, con voci su tonalità più basse e brani incentrati sui riff. Tutto questo al netto della già elevata differenza timbrica dovuta ai generi di riferimento. Forse anche a causa di una distribuzione non certo capillare, all'epoca in pochi si accorsero dell'album, che oggi è però considerato dalla critica fra i migliori della sua epoca. La formazione comprendeva Yoon Byung-joo (윤병주; chitarra e mente creativa), Park Gun (박건; voce), Lee Sang-moon (이상문; basso) e Park Kyung-won (박경원; batteria).

panicPanic (패닉): "Mit" ("밑", "Beneath") (Sinchon, 1996)
Fondati a Seocho, quartiere di Seoul, come progetto del cantautore e polistrumentista Lee Juck (이적), i Panic diventarono poi un duo quando, durante le ultime fasi della registrazione dell'album di debutto, il rapper Kim Jin-pyo (김진표) aggiunse il proprio contributo. Uscito nell'ottobre del 1995, "Panic" si trasforma in un successo inaspettato e le aspettative sul suo seguito si fanno pressanti. Tuttavia, con "Mit" il duo darà alla luce un prodotto senza alcuna concessione radiofonica, tuffandosi a capofitto nella controcultura e nella musica alternativa: un frullato di generi dagli arrangiamenti caotici – dal funk al rap rock, dall'art rock classicheggiante alla jam psichedelica – e testi fra i più impegnati di quella generazione di musicisti sudcoreani, con attacchi all'autorità di insegnanti e genitori, manifesti sulla salute mentale, nonché analisi sui rapporti fra scienza, arte e potere. Il disco venne bandito dalla televisione e dalla maggior parte delle radio.

lee_sang_eunLee Sang-eun (이상은): "Oelobgo usgin gage" ("외롭고 웃긴 가게", "Lonely Looney Lounge") (King, 1997)
Per cinque album, pubblicati fra il 1989 e il 1993, la cantautrice Lee Sang-eun si mantiene all'interno delle coordinate del pop locale, ora più vicina alla ballata romantica, ora alla musica dance commerciale. Dopo l'album omonimo, all'apice della fama, decide tuttavia di prendersi una pausa. Torna nel 1995 con "Gongmudohaga" ("公無渡河歌", "공무도하가"), disco particolarmente ambizioso che fa tabula rasa della sua produzione precedente: registrato in Giappone, si muove fra art pop jazzato e folk intimista. Non bissa i successi passati, ma vince il plauso della critica (è oggi considerato uno dei più grandi dischi sudcoreani di sempre). Passano altri due anni e "Oelobgo usgin gage" inasprisce il voltafaccia verso il grande pubblico: indie rock chitarristico vagamente sfasato, produzione scarna, qualche distorsione nei momenti giusti, ma anche ballate eteree con melodie influenzate dalla tradizione locale e un approccio vocale irregolare, che non si vergogna delle smagliature.

deli_spiceDeli Spice (델리스파이스): "Deli Spice" (Music Design, 1997)
Il debutto dei Deli Spice è solitamente considerato il disco più importante nella storia della musica indie coreana. Non è stato il primo e non è stato quello di maggior successo, ma è uno dei più raffinati e variegati. La band, proveniente da Hongdae, dimostrò di poter conquistare il pubblico senza rispettare gli schemi dell'industria musicale, ma al contempo anche senza dover risultare eccessiva o oltraggiosa, come invece la Pipi Band o i Crying Nut. La leggiadria melodica dei Deli Spice e le loro armonie vocali sognanti si muovono fra suoni che vanno dal baggy di "No kaelieo" ("노 캐리어") allo shoegaze di "Chow chow" ("챠우챠우"), dal dream pop di "Gippeum-i deulliji anhneun geoli" ("기쁨이 들리지 않는 거리") all'alternative dance di "Nuga?" ("누가?"), fino al jangle pop di "Tumyeong-ingan" ("투명인간"). La band, guidata dal chitarrista Kim Min-kyu (김민규) e dal bassista Yoon Jun-ho (윤준호), entrambi anche cantanti, risulta inattiva dal 2015, per quanto ufficialmente non si sia mai sciolta.

kang_san_ehKang San-eh (강산에): "Yeon-eo" ("연어", "Salmon") (Ybm, 1998)
Figlio di esuli della Corea del Nord, San-eh è nato e cresciuto nell'estremo Sud del paese, in una zona rurale dell'isola di Geoje, distantissimo dai riflettori di Seoul. Emerse nei primi anni Novanta come cantautore con sonorità a cavallo fra il blues rock e le ballate romantiche tipiche della scena locale, in particolare negli anni Ottanta e Novanta. In seguito iniziò a pescare elementi anche dalla controcultura (sia sudcoreana, sia internazionale), fino a sfociare con questo quarto album nella musica alternativa, con un approccio eclettico capace di risultare intellettuale pur senza smorzare il carattere muscolare della sua precedente proposta. La scaletta spazia dal downtempo al boogie rock, dal tango al western, dall'alternative dance al rito sciamanico, dalla musica indiana alla marcia folk. Il disco ottenne un buon successo, vendendo 56mila copie nei primi sei mesi. San-eh rimane uno dei pochi artisti sudcoreani a essersi esibito per due volte in Corea del Nord (2006 e 2018).

roller_coasterRoller Coaster (롤러코스터): "Ilsangdabansa" ("日常茶飯事", "일상다반사", "In Everyday Matters") (Cream, 2000)
Pionieri dell'acid jazz coreano, mantennero la stessa formazione per tutti e cinque gli album pubblicati fra il 1999 e il 2006, con Joe Won-sun (조원선; voce e tastiere), Choi Jin-woo (최진우; basso e programmazione) e Lee Sang-soon (이상순; chitarre). In seguito allo scioglimento, Choi ha ottenuto un buon riscontro come deejay, con il nome d'arte Hitchhiker. "Ilsangdabansa", il loro secondo album, venne registrato interamente in proprio, con una produzione fai-da-te sorprendentemente avanzata (il suono risulta curato quanto quello di tante registrazioni professionali dell'epoca, se non di più). Per quanto la batteria sia programmata, il disco è lontano dalla dance elettronica e si muove sul lato più organico dell'acid jazz: a dominare sono i groove di piano e chitarra elettrica, i giri di basso funk, e la voce sensuale di Joe, fra le interpreti più raffinate della scena indie locale. L'album raggiunse il numero 21 nella classifica mensile della Recording Industry Association Of Korea.

crying_nutCrying Nut (크라잉넛): "Hasuyeonga" ("下水戀歌", "하수연가", "Poor Hand Love Song") (Drug, 2001)
I Crying Nut sono gli alfieri del punk coreano. Nati a Hongdae (Seoul) nel 1995, debuttano l'anno dopo con "Our Nation Vol. 1", album condiviso con la band noise pop Yellow Kitchen. Da quel momento a distribuirli è l'etichetta discografica del Drug Club, uno dei locali per musica dal vivo più importanti del quartiere. "Hasuyeonga", loro quarto album (il terzo in proprio), li vede all'apice della forma: rispetto agli esordi la produzione è più curata e riesce a soddisfare l'ambizione della proposta, pur mantenendo intatta l'irruenza giovanile. Le canzoni vantano mutevoli strutture art rock, ma anche melodie orecchiabili al confine fra pop e hardcore punk, inglobando alla bisogna influenze reggae, ska e addirittura celtiche. Il disco toccherà il numero 17 nella classifica mensile della Music Industry Association Of Korea. La band è ancora oggi un'attrazione concertistica, sotto la guida della voce sgraziata di 박윤식 (Park Yoon-sick) e della penna del bassista Han Kyung-rock (한경록).

lee_jang_hyukLee Jang-hyuk (이장혁): "Vol. 1" (T-Entertainment, 2004)
Lee è un personaggio estremamente problematico. Con il suo gruppo, la Amu Band (아무밴드), pubblicò nel 1998 un brano intitolato "Homophobia", dal testo piuttosto aderente al titolo, e qualche anno dopo, durante un'intervista, ne rivendicò il contenuto con orgoglio. Erano forse altri tempi e non è chiaro se attualmente sostenga ancora quelle posizioni, ciononostante dovendo occuparsi della storia della musica indipendente coreana, non si può prescindere dal trattarlo: "Vol. 1", il suo primo disco come solista, è infatti uno dei titoli più celebrati della scena. Le canzoni si muovono nell'ambito del folk contemporaneo, fra atmosfere urbane, scatti indie rock e saltuarie dilatazioni slowcore, senza rinunciare a cenni di musica tradizionale asiatica, con strumenti come l'erhu cinese e il gayageum coreano. I testi trattano, fra le altre cose, di depressione, solitudine, autismo e altri temi delicati, questa volta con la sensibilità che ci si aspetterebbe da un artista di spessore.

galaxy_expressGalaxy Express (갤럭시 익스프레스): "Noise On Fire" (Ruby Salon, 2008)
Il debutto su lunga distanza dei Galaxy Express è un colosso di due cd per 26 canzoni e oltre 97 minuti di durata: numeri sorprendenti, contando che si tratta di garage rock arrangiato esclusivamente per chitarra, basso e batteria. L'impatto può risultare impegnativo, ma il gioco vale la candela, anche grazie alle sfumature degli arrangiamenti, che si muovono dal punk al post-punk, dal blues al noise rock, con tanto di omaggi a leggende locali come il precursore folk punk Hahn Dae-soo e la rock band Sanullim. Lee Ju-hyun (이주현; voce e basso), Park Jong-hyeon (박종현; voce e chitarra) e Kim Hee-kwon (김희권; batteria) hanno registrato quasi tutto in presa diretta, senza coinvolgimenti esterni, e questo ha permesso alla loro energia di trasparire senza filtri. Ignoti al grande pubblico locale, che non potrebbe mai sopportare il loro sound, sono invece amati dai colleghi e dagli addetti ai lavori, tanto che nel 2011 hanno vinto il premio come musicisti dell'anno ai Korean Music Awards.

sisters_barbershopSister's Barbershop (언니네이발관): "Gajang botong-ui jonjae" ("가장 보통의 존재", "Most Ordinary Existence") (Ssamnet, 2008)
Nati nel 1994 e incentrati sulla figura del cantante e chitarrista Lee Seok-won (이석원), i Sister's Barbershop hanno cambiato formazione di continuo, fino a stabilizzarsi in un trio nel 2004, con il chitarrista Lee Neung-ryong (이능룡) e il batterista Jeon Dae-jeong (전대정). Il primo album di questa nuova incarnazione (il quinto in assoluto) vede i due Lee comporre insieme tutti i brani, con i testi e la produzione accreditati a Seok-won e gli arrangiamenti a Neung-ryong. Rispetto ai dischi precedenti, che contenevano un college rock chitarristico dal suono scheletrico, la qualità dell'incisione è nettamente superiore e anche le influenze si sono espanse, con delicate sfumature jazzy e un tono elegiaco-intimista, che spingono il risultato a un passo da generi mai toccati prima dalla band, quali sophisti-pop e dream pop. Il disco raggiunse il numero 14 nella classifica mensile della Music Industry Association Of Korea, vincendo poi il premio come album dell'anno ai Korean Music Awards.

black_skirtsBlack Skirts (검정치마): "201" (Ruby Salon, 2008)
Operante sotto il marchio The Black Skirts, il cantante e polistrumentista Cho Yu-il (조휴일) è nato a Seoul, per poi emigrare con la famiglia in New Jersey all'età di 12 anni e rientrare in Corea del Sud un decennio più tardi, dando avvio alla propria carriera musicale. "201" è il suo album di debutto, pubblicato nel 2008 su una piccola etichetta locale e lì per lì passato inosservato, per poi venire ristampato con successo dalla Sony due anni dopo. Non è di certo fra i dischi più originali dell'indie rock coreano, ma è sicuramente fra i più noti e immediati, con una formula a metà fra il power pop americano anni Novanta e il britpop più corale e chitarristico: non a caso, circa metà del materiale è cantato in inglese (il periodo passato negli Stati Uniti ha sicuramente avuto il suo peso al riguardo). Potrebbe in qualche modo considerarsi un ponte fra i primi Weezer e i Blur di "Parklife". A oggi Cho ha raggiunto la top 10 di Gaon con tre album e altrettanti singoli.

nunco_bandNunco Band (눈뜨고 코베인): "Murder's High" (Mirrorball, 2011)
Si potrebbe scrivere un articolo solo per spiegare il nome coreano della band, proveniente dal proverbio locale "ti tagliano il naso mentre sei a occhi aperti" (ossia, ti fregano), che si traslittera in "nun tteugo ko beinda": le ultime due parole sono state sostituite da "Cobain", dato il suono somigliante, in riferimento al cantante dei Nirvana (siccome il risultato funziona solo in coreano, per il nome in alfabeto latino sono ricorsi alla crasi fra "nun" e la prima sillaba di Cobain). Nati nel 2002 e guidati dal cantante e chitarrista Kkamakgi (깜악귀, "demone oscuro"), al secolo Kim Nam-hoon (김남훈), i Nunco sono stati il faro della scena alternativa di Gwanak, quartiere popolare a sud di Seoul. Questo loro terzo album si apre con una canzone su un omicidio e si chiude con uno scienziato che vuole radere al suolo Seoul: in mezzo inni post-britpop con melodie a presa rapida, densi di voci filtrate, marcette, sintetizzatori, distorsioni, fisarmoniche e ogni tipo di trovata eccentrica.

idiotapeIdiotape (이디오테잎): "11111101" (Vu, 2011)
L'album di debutto degli Idiotape è forse il disco di elettronica strumentale più importante mai prodotto in Corea del Sud. La band nasce nel 2010 quando il batterista Park Jong-yong (박종용), in arte Dr, unisce le proprie forze ai deejay e tastieristi Sin Bum-ho (신범호), in arte Zeze, e Shin Dong-hoon (신동훈), in arte Dguru. I tre si fanno un nome suonando nel quartiere di Hongdae e presto firmano un contratto con la Sony (allo scopo di mantenerne il controllo la loro musica verrà comunque depositata presso la fantomatica Vu Records, ossia gli stessi Idiotape). In queste dieci tracce scorre una electro house dai timbri saturi (i synth sembrano spesso imitare chitarre elettriche industrial), con un piglio da musica rock in diretta – dato dalla batteria acustica di Park – che di fatto spinge il risultato a un passo dal suono del movimento new rave. Pur non avendo mai raggiunto la top 40 di Gaon, gli Idiotape sono molto richiesti dal vivo e fanno tappa fissa al prestigioso Pentaport Rock Festival.

yoon_young_baeYoon Young-bae (윤영배): "Wiheomhan segye" ("위험한 세계", "Dangerous World") (Post, 2013)
Personaggio ignoto al grande pubblico, ma molto importante dietro le quinte. La sua carriera inizia nel 1993 a Seoul, come autore per altri presso Hana, etichetta storica della scena indie sudcoreana. Nel 2002 si trasferisce nell'isola di Jeju, dove si dedica per anni a una vita in stile contadino. Rientrato nella capitale, pubblicherà un paio di Ep nel 2010-2012 e infine debutterà su album nel 2013, all'età di 45 anni, con "Wiheomhan segye". Il disco, arrangiato a quattro mani con Lee Sang-song (chitarrista dei già citati Roller Coaster) e cantato in un costante sussurro, si muove fra folk rock d'atmosfera e groove funkeggianti, mantenendo un tono costantemente teso e umbratile. I testi trattano fra le altre cose di eccessi del capitalismo, lotta di classe, vita contadina e condizione dei carcerati: temi che ne renderanno impossibile la diffusione a livello mediatico. Viceversa, i colleghi e gli addetti ai lavori, ammirati, lo voteranno ai Korean Music Awards come album dell'anno.

danpyunsunDanpyunsun And The Sailors (단편선과 선원들): "Dongmul" ("동물", "Animal") (Pison, 2014)
Danpyunsun, traducibile come "serie di racconti brevi", è il nome d'arte del cantante e chitarrista Park Jong-yoon (박종윤). Proveniente da Hoegidong, quartiere di Seoul, e titolare di una carriera divisa fra vari progetti, tutti incentrati sulla sua figura, è senza dubbio uno degli artisti più ambiziosi della scena indipendente locale. L'album in oggetto, il primo condiviso con una band, è un abbecedario di indie folk progressivo, con arrangiamenti che mescolano percussioni marziali, sonagli da rituale mistico, taglienti assoli di violino, fughe di basso a un passo dall'avantgarde jazz e incessanti strumming di chitarra acustica, su cui si stagliano la sua voce animalesca e suggestive armonie corali. Da ascoltare anche "Eum-agmanse" ("음악만세", "Hail To The Music"), pubblicato a nome Danpyunsun And The Moments Ensemble nel 2024, guidato dal pianoforte e attraversato da umori classicheggianti (gli ha peraltro fruttato il premio come album dell'anno ai Korean Music Awards).

silica_gelSilica Gel (실리카겔): "Silica Gel" (Bgbg, 2016)
Provenienti da Ansan, città marittima poco distante da Seoul, i Silica Gel sono una delle band sudcoreane più celebrate dell'ultima decina d'anni (ben sei premi ai Korean Music Awards). La formazione, all'epoca di questo album di debutto, comprendeva Kim Han-Joo (김한주; voce e tastiere), Kim Min-su (김민수; chitarra solista), Kim Geon-jay (김건재; batteria), Goo Kyung-mo (구경모; basso) e Choi Woong-hee (최웅희; seconda chitarra). Il disco propone un indie rock particolarmente intricato, fra stasi dream pop, squarci noise, loop ipnotici, effettistica hypnagogic pop e atmosfere fantascientifiche, con ricami strumentali di notevole pregio, benché spesso sepolti dal muro degli arrangiamenti. Nonostante sia stato anticipato da un singolo capolavoro come "Tik Tak Tok", praticamente K-prog, il successivo album, "Power Andre 99" (2023), non vanta un paesaggio altrettanto visionario. La band, oggi ridotta a quartetto, rimane comunque una di quelle su cui puntare maggiormente l'attenzione per il futuro.

decadentDecadent (데카당): "Decadent" (Biscuit, 2018)
I Decadent nascono nel 2016 per mano di Jin Dong-wook (진동욱; voce), Park Chang-hyun (박창현; chitarra), Seol Young-in (설영인; basso) e Lee Hyun-seok (이현석; batteria). I quattro, ex compagni di liceo, provengono da Hyehwa, quartiere di Seoul ricco di teatri, festival e gallerie artistiche: un contesto che ha probabilmente influenzato il loro spirito eccentrico e sperimentale, messo ben in evidenza in questo primo e finora unico album. La scaletta contiene un rock alternativo sporco di blues, ma segnato da strutture imprevedibili, fra linee di basso jazz fusion, spigoli ritmici avant-rock e caotiche chitarre effettate. Discorso a parte per le linee vocali, uno dei migliori esempi di canto soul generati dalla Corea del Sud. Entrati in pausa nel 2019, i Decadent sono da poco tornati in attività (nel frattempo Jin aveva comunque intrapreso una carriera come solista, utilizzando lo pseudonimo The Orchard, e proponendo un misto di indie pop e soul non del tutto all'altezza delle aspettative).

kiha_and_the_facesKiha & The Faces (장기하와 얼굴들): "Mono" (DooRooDooRoo, 2018)
Dopo essere stato il batterista dei già citati Nunco fino al 2009, suonando nei loro primi due album, Chang Ki-ha (장기하) si reinventa come cantante e dà vita a un progetto interamente incentrato sulla propria figura, come evidente sin dal nome, che relega la band al ruolo di accompagnamento. Nel corso della carriera, i Kiha & The Faces hanno piazzato tre album e due singoli nella top 20 di Gaon, ma soprattutto hanno sbancato i Korean Music Awards, vincendo ben sette premi, tre dei quali nelle categorie generali. "Mono" è il loro quinto e ultimo album, uscito nello stesso anno dello scioglimento. Forse sottovalutato dalla critica rispetto ai precedenti, rappresenta un perfetto testamento artistico: le bizzarre linee vocali di Kiha, che spesso sfociano nel parlato, si intersecano alle chitarre intermittenti, al basso funky e alle trame discrete delle tastiere, in un ibrido fra indie rock, dance-punk e pop intellettuale, graziato da una produzione deluxe con i suoni tirati a lucido.

jannabiJannabi (잔나비): "Jeonseol" ("전설", "Legend") (Peponi, 2019)
A distanza di qualche anno è ormai chiaro come il secondo album dei Jannabi, all'epoca ben recensito su OndaRock, abbia lasciato un segno profondo nella scena locale. Il gruppo è guidato dal cantante Choi Jeong-hoon (최정훈) e dal chitarrista Kim Do-hyung (김도형), e il suo notevole impatto mediatico (a oggi oltre 35 milioni di ascoltatori mensili su YouTube) è dovuto al contratto con la major Kakao Entertainment, che tuttavia gli consente un controllo assoluto sulla propria musica tramite la Peponi, piccola etichetta fondata dalla famiglia di Choi. L'album è arrivato al numero 7 della classifica di Gaon e il singolo di lancio, "Jujeohaneun yeon-indeul-eul wihae" ("주저하는 연인들을 위해"), addirittura al primo posto. Le dodici canzoni – all'insegna di un chamber pop denso di squisiti ricami sia strumentali, sia vocali – spaziano dalle atmosfere eteree di "Sae eodum sae nun" ("새 어둠 새 눈") a momenti più tesi, come "Nappeun kkum" ("나쁜 꿈"), pur mantenendo tutte un'evidente malinconia di fondo.

se_so_neonSe So Neon (새소년): "Bijeog-eung" ("비적응", "Nonadaptation") (Magic Strawberry, 2020)
Hwang So-yoon (황소윤), in arte So!Yoon!, è la cantante e chitarrista che dal 2016 guida il progetto Se So Neon, inizialmente nato come band, ma oggi ridotto sostanzialmente alla sua figura (e ciononostante portato avanti in parallelo alla sua carriera come solista, iniziata nel 2018). Recensito e promosso su OndaRock poco dopo l'uscita, "Nonadaptation" è il secondo Ep dei Se So Neon, all'epoca in formazione a tre, con la sezione ritmica composta dal bassista Park Hyun-jin (박현진) e dal batterista Usu (유수). La scaletta è composta da sette brani, per circa 24 minuti di durata, mentre gli arrangiamenti cercano di amalgamare, più che alternare, sonorità al crocevia fra indie rock, dream pop, noise pop e le pagine più sperimentali dell'r&b contemporaneo. Nota di merito anche per la voce di Hwang, androgina e condita da sfumature soul, adatta tanto ai momenti più eterei, quanto alle sfuriate elettriche. L'Ep ha raggiunto il numero 13 nella sezione album della classifica settimanale di Gaon.

250250: "Ppong" ("뽕") (Bana, 2022)
Primo album di Lee Hoyung (이호형), uno dei più richiesti produttori K-pop del momento, che preferisce però muoversi nel sottobosco della scena elettronica locale quando opera in proprio. Di seguito alcuni stralci dalla recensione di OndaRock: "L'intera scaletta si muove all’interno dell'universo trot (stile che può essere considerato l'equivalente coreano di quello che in Giappone viene chiamato enka), e nello specifico della sua branca con arrangiamenti elettronici, denominata pon-chak disco, a cui sembra voler conferire quella dignità autoriale che le viene solitamente negata. Il gusto melodico è fortemente influenzato dal folk coreano, come accade spesso nel trot. Fra i commentatori sparsi per la rete c'è chi ha formulato paragoni fra l'approccio di Lee e quello che fu della Yellow Magic Orchestra nei confronti del folk giapponese: pur con tutte le differenze, dovute soprattutto ai quarant'anni di sviluppo tecnologico trascorsi nel frattempo, non è un accostamento peregrino".

alephAleph (알레프): "Limbo" (White Hands, 2024)
Il cantante e chitarrista Lee Jeong-jae (이정재), in arte Aleph (anche per evitare l'omonimia con il celebre attore), è una delle figure più interessanti dell'attuale scena sudcoreana. Molto produttivo, dal 2017 al 2025 ha pubblicato tre album, tredici fra Ep e mini-album, più vari singoli sfusi. Dal 2023 collabora con Kime (키메), misterioso produttore e polistrumentista di Seoul che affianca spesso anche 4bout, altro artista emergente meritevole di interesse. Uscito nell'agosto del 2024, il mini-album "Limbo" è stato concepito a quattro mani da Aleph e Kime, con pochissimi aiuti esterni. Il disco è anomalo e rifugge le ballate intimiste che caratterizzano altre uscite dell'artista, sfoggiando al contrario un mondo colorato e vivace: dalle influenze latin jazz di "Sticker" all'ibrido fra lounge pop e jazz-house di "Boo Ya!", dal bozzetto chillwave di "Möbius Strip" all'arzigogolata linea di basso funk di "Vanilla Sundae", passando con la title track dalle parti dell'acid house.

Appendice

Di seguito un elenco di artisti esclusi dalla lista, ma che hanno, o hanno avuto, un loro ruolo all'interno della scena: qualora vogliate approfondirli, non sarebbe tempo sprecato. Accanto al nome di ognuno è indicato l'anno del debutto discografico: 
Lucid Fall (루시드폴) e band correlate – 1997;
Huckleberry Finn (허클베리핀) – 1998;
The The (더더) – 1998;
My Aunt Mary (마이 앤트 메리) – 1999;
No Brain (노브레인) – 1999;
3rd Line Butterfly (3호선 버터플라이) – 2000;
Electron Sheep (전자양) – 2001;
Nell (넬) – 2001;
W (더블유) – 2001;
Mot (못) – 2003;
Nastyona (네스티요나) – 2004;
Seoul Electric Band (서울전자음악단) – 2004;
Loro's (로로스) – 2006;
Broccoli, You Too? (브로콜리너마저) – 2007;
9 And The Numbers (9와 숫자들) – 2009;
Gukkasten (국카스텐) – 2009;
Bye Bye Badman (바이 바이 배드맨) – 2011;
Dabda (다브다) – 2014;
Parasol (파라솔) – 2014;
Say Sue Me (세이수미) – 2014.

A questi potete aggiungere anche artisti più recenti, ben raccolti nella già citata playlist di "K-indie johahae". Infine, qualche parola sui tre esclusi che fanno più rumore:
- Jaurim (자우림): con la loro decina d'album piazzati nella top 20 delle varie incarnazioni della classifica coreana fra il 1998 e il 2018, sono la band simbolo di Hongdae. Ciononostante, al loro grande successo non corrisponde l'amore della critica, che non li ha mai inseriti nelle liste sui migliori album locali e non li ha mai premiati ai Korean Music Awards (almeno per il momento). Il motivo non è poi incomprensibile: la loro musica non risulta particolarmente originale ed è spesso annacquata da smielate concessioni al mainstream radiofonico;
- Hyukoh (혁오): dal 2014 a oggi hanno piazzato cinque album nella top 20 di Gaon (o di Circle, come si chiama ora) e soprattutto due singoli al numero 1, oltre ad aver vinto cinque Korean Music Awards. Ciononostante non hanno un disco all'altezza del loro potenziale, azzoppando spesso le proprie scalette con ballate melense o brani dai testi insipidi in inglese (tutti nettamente inferiori a quelli in coreano). È un vero peccato, perché sono capaci di canzoni straordinarie quando decidono di osare: oltre alla famosissima "Wi ing wi ing" ("위잉위잉"; 2014), vale la pena di citare "Wanli" ("万里"; 2017), cantata in cinese, forse il brano più maestoso di tutto l'indie rock coreano;
- 4bout (어바웃), ossia About, nome d'arte di Jo Tae-kyung (조태경): è un cantante e polistrumentista che si muove principalmente fra alt-pop e r&b, ma sa spaziare in lungo e in largo, dal pop jazzato al folk. Non è particolarmente noto presso il grande pubblico, ma è richiestissimo dalle produzioni televisive: solo nel 2025 le sue canzoni sono apparse in K-drama di grande valore come "Dear Hongrang" e "Our Movie". Forse a causa dell'iperproduttività che lo caratterizza, gli manca un disco perfetto, ma vanta un canzoniere nel complesso già lodevole e merita di essere tenuto d'occhio per il futuro.

Ringrazio Francesco Inglima per la revisione.

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