Blondshell

30-03-2026
Nata a New York nel 1997, attualmente residente a Los Angeles, Sabrina Mae Teitelbaum intraprende la propria carriera artistica utilizzando lo pseudonimo BAUM, con il quale diffonde alcuni singoli ed un Ep autoprodotto, "Ungodly" (marzo 2018). La direzione intrapresa, di stampo prevalentemente alt-pop, non soddisfa del tutto la giovane cantautrice che, incoraggiata dal producer Yves Rothman (Yves TumorGirlpool), decide di affrontare una seconda partenza, questa volta con il nome Blondshell.
Nel primo omonimo album, inciso per Partisan Records nel 2023, Blondshell mette su carta le dipendenze da alcol e droghe da cui sta tentando di uscire e le relazioni sbagliate che ha affrontato, cercando il sound perfetto per ogni brano, ritagliandosi una casella tra indie-rock e alt-pop. L'ennesima cantautrice-con-chitarra che però dimostra di avere caratteristiche valide per poter emergere. Critica e pubblico applaudono.
Due anni più tardi arriva il secondo album, "If You Asked For A Picture", che ne conferma la statura internazionale. A colpire per prime nel segno sono le spigolose rotondità alt-rock di "T&A" e "23's a Baby", che rivelano il volto più energicamente anni Novanta di Blondshell. Le chitarre sono ben presenti anche in tracce come "What's Fair", "Toy" e "He Wants Me", ma i centri più stupefacenti la cantautrice americana li piazza a metà corsa, quando "Event Of A Fire" si sviluppa attraverso un crescendo emozionale che concentra le sofferenze espresse da Ethel Cain fra i solchi di "Preacher's Daughter" e la vocalità di Dolores O'Riordan, elemento quest'ultimo che rappresenta un costante riferimento per gran parte del lavoro. Il tutto disteso su un tessuto musicale trascinato da chitarre che ricordano gli U2, per un soft-rock che fonde idealmente Stati Uniti e Irlanda. Ancor più sorprendente quello che accade nel brano precedente, "Two Times", dove Sabrina alterna strofe cantate - di nuovo - in modalità Cranberries a ritornelli fortemente ispirati dallo stile di Taylor Swift, tanto da far quasi pensare a un featuring a sorpresa, dai risultati avvincenti.
Blondshell attinge quindi a riferimenti molto popolari, senza alcun timore di palesarli, elaborati in anni e anni di ascolti compulsivi. Gioca poi le proprie carte approdando a una costruzione comunque personale, nella quale i principali temi trattati riguardano le difficoltà nelle relazioni sentimentali e interpersonali, il rapporto con il proprio corpo, il complesso e segnante confronto con la madre, scomparsa nel 2018, la lotta con i propri disturbi ossessivo-compulsivi e con la dipendenza dall'alcol. Ne esce un disco vero, a tratti dolente, ma dal suono radiofonico. Fra chitarre grungiate, candide melodie e racconti disfunzionali, la prova d'esame risulta superata in maniera brillante, da un'eccellente studentessa che ha saputo raccogliere un gran numero di input per creare il proprio mondo musicale, e consegnarlo a tutti noi.
(Claudio Lancia)