La prima ondata del post-rock

OndaFritta è un nuovo format ideato in partnership con Fritto FM per coniugare la divulgazione musicale con la mia attività da dj. Ogni primo giovedì del mese alle 18:00, un set passato dal vivo con diretta streaming nella radio di Fritto FM: un'ora per esplorare un genere, un movimento o una tematica del panorama musicale contemporaneo. Per il primo episodio la scelta è ricaduta sulla prima ondata di post-rock, antecedente alle variazioni epiche degli Explosions in the Sky e a quelle più cinematografiche dei God Is an Astronaut. Parliamo di Bark Psychosis, June of 44 e di una serie di nomi che definiscono quella stagione.



Ad aprire l'episodio andato in onda ieri su Fritto FM ho scelto i Labradford, con una traccia tratta da una loro opera considerata minore, "E Luxo So" (1999), ma capace di racchiudere delicatezze sospese tra ambient e musica cameristica. Proseguono i meno conosciuti Ganger, band di Glasgow autrice del solo full-length "Hammock Style" (1998), dedito a session strumentali che strizzano l'occhio a kraut-rock, psichedelia moderna e math rock.
I Fridge sono invece un trio che incrocia questa grammatica con la pratica delle jam session, in un risultato deliziosamente amatoriale, incline a psichedelie diffuse e riverberi dub-jazz; la traccia scelta proviene da "Ceefax" (1997), album d'esordio in gran parte dimenticato. Giungono i Tortoise e il loro album omonimo del 1994. Padri della cosiddetta scuola di Chicago, dove questa declinazione chitarristica sposava senza pudore kraut, jazz, dub ed elettronica, il gruppo propone un basso prepotente e ritmiche sfilacciate.

Si torna all'obscure con i Larmousse e l'omonima fatica del 2000, le cui evidenti sensibilità slowcore spostano l'asse verso panorami autunnali ed eterei. A seguire, i June of 44 e l'epocale manifesto mathcore di "Four Great Points" (1998), le cui influenze arrivano a lambire territori emo. Si scende di intensità con gli Scenic e al loro eterogeneo e affascinante "Acquatica" (1996). La traccia scelta è la closing track, una rielaborazione eterea e senza ritmo di un tema chitarristico già presente nel disco. Con "Live From A Shark Cage" (1999) di Papa M si arriva a un lavoro figlio del folklore americano.
Impossibile non citare i Bark Psychosis in una selezione di questo tipo, con il magnetico "Codename: Dustsucker" (2004), fatto di downtempo acida, psichedelia noir e canti sommessi. La penultima posizione tocca al progetto Light; la sostanza di "Turning" (1996) è fatta di shoegaze e wall of sound innestati su formule del genere, in una release tanto trascurata quanto interessante. Chiude il lotto l'avant-rock di Roy Montgomery, con il monumentale mistero di "And Now the Rain Sounds Like Life Is Falling Down Through It" (1998), ipnotico mantra per chitarre e riverberi.

Tracklist a cura di Alessandro Giustiniano, Federico Romagnoli e Claudio Lancia

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