Rod Modell - Grotto Of The Sun

2026 (13)
ambient
Lo stesso giorno di "Frequencies In The Fog", il producer statunitense Rod Modell presenta "Grotto Of The Sun" che, pur partendo dagli stessi stratagemmi, li trasfigura in una qualità magnetica e astrale, sospesa tra i vapori drone. Entrambi escono per 13, sotto-etichetta dell'italiana Silentes, già dimora di maestri della quiete come Gigi Masin e Giancarlo Toniutti; ma se le frequenze nella nebbia insistono su un dettato quasi monocromo, questa controparte irradia di bagliore proprio, in un viaggio intimo tra meditazioni e derive interiori: gocce cristalline, spirali elettroniche e masse sonore più incisive che cedono improvvisamente a spazi quasi rasserenanti.

Titolo perfettamente centrato, tanto nell'allegoria quanto nella trama timbrica. Si avverte lo scorrere dell'acqua, un intreccio che sembra provenire da una grotta di vaste proporzioni. Attorno, un tappeto armonico si distende come un moto ascensionale verso una luce raccolta: il flusso di coscienza ondeggia tra field recording avvolgenti, esili raggi che filtrano nel paesaggio sonoro, e pulsazioni soffuse, quasi sotterranee. È un'opera contemplativa, da abitare nella sua devozione al tenue e all'opaco.
Qui Modell mostra la propria misura nel costruire un paesaggio astratto ma tangibile. Se da un lato lo scroscio resta fisico, il resto dello scenario evoca una commozione sottile. Affiorano barlumi di fruscii, scie di riverbero; le armonie paiono immobili, ma custodiscono micro-movimenti incessanti, eco della quiete sommersa. Non è trascorso neppure un anno da "Northern Michigan Snowstorms" e l'eremita del suono torna a offrirci un pellegrinaggio raccolto, tutto rivolto all'interno del proprio subconscio.

Tracklist

  1. Pt. 1
  2. Pt. 2