Con il sesto capitolo discografico, “Garip”, la band turco/olandese Altin Gün continua nel recupero della musica turca omaggiando la figura di Neşet Ertaş, cantante, compositore e abile musicista (un vero virtuoso del bağlama, strumento tradizionale turco), senza rinunciare a uno spirito avventuroso e innovativo che caratterizza tutto l’album.
Non solo gli Altin Gün mettono a fuoco le canzoni con irruente versioni in chiave rock anatolico (la possente “Neredesin Sen”), ma sfidano le regole con una rivisitazione in chiave psichedelica ed elettronica nella splendida ed elettrizzante ballata “Bir Nazar Eyledim”. Con un repertorio solido e consolidato – tutte le composizioni sono di Neşet Ertaş – la band si concentra sulla qualità delle performance e delle sonorità; l’approccio nei confronti della tradizione è sia ricca di rispetto (“Gönül Daği”), quanto intelligentemente irriverente e moderna (“Zülüf Dökülmüş Yüze”), gli Altin Gün azzardano intriganti e bizzarri arrangiamenti elettronici (“Öldürme Beni”) e avventurose incursioni dub (“Benim Yarim”) che troveranno estimatori tra i fan dei primi Tame Impala.
Per il cantante e polistrumentista Erdinç Eçevit “Garip” rappresenta un vero e proprio coming out emotivo e artistico. Le canzoni diventano occasione per esplorare l’animo blues e noir della musica turca (“Gönül Daği”), ma anche per rinvigorire le radici mediorientali con fluidi groove ritmici (“Niğde Bağlari”).
Gli Altin Gün alzano ulteriormente la posta fino a sfidare brillantemente anche la chimera orchestrale nella simil-sinfonica “Suçum Nedir”, dove brilla la presenza della Stockholm Studio Orchestra e del sassofonista Janfie Van Strien.
21/05/2026
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