Angela Baraldi - 3021

2025 (Caravan/Sony)
alt-rock, songwriter

Una parabola singolare, quella di Angela Baraldi: tre album molto promettenti pubblicati negli anni Novanta, che lasciavano intravedere un futuro luminoso fra le grandi voci femminili del circuito (non soltanto) indipendente. Al contrario delle aspettative, seguì invece un periodo complicato, contrassegnato anche da anni di assenza, che non hanno però mai cancellato il ricordo della cantante emiliana.
In tempi recenti la Baraldi è tornata vivace protagonista del circuito alternativo, grazie alla produzione di interessanti lavori solisti, ma anche grazie all’impegno profuso in riusciti progetti corali, come il tributo ai Joy Division allestito qualche anno fa insieme a Giorgio Canali, quello ai CCCP condiviso con Massimo Zamboni, molto teatro, persino il cinema, basti ricordare il ruolo interpretato in “Quo vadis baby?” sotto la regia di Gabriele Salvatores.
“3021”, scritto quasi interamente a quattro mani con il chitarrista Federico Fantuz e prodotto da Ale Sportelli, giunge a otto anni di distanza dal precedente “Tornano sempre” - prodotto nel 2017 proprio da Canali - ed esce per Caravan, l’etichetta di Francesco De Gregori distribuita da Sony.

Le atmosfere lunari della title track e il passo soft-rock di “Cosmonauti” compongono una dicotomia che accompagnerà l’ascoltatore per l’intera durata del disco, costruito su una ragionata alternanza fra intense ballad e frangenti più ritmati. Un progetto che si iscrive in una zona a metà strada fra morbido cantautorato e mai sopiti istinti alt-rock, alt-rock come potrebbe essere concepito da una signora della musica italiana, accantonando forse per sempre qualsiasi fragore adolescenziale, tendendo a levigare piuttosto che a incenerire, ma sempre con grande autorevolezza.
Fra citazioni più (Chico Barque) o meno (Edoardo Vianello) alte, “3021” ci racconta di archeologi del futuro, pianeti, spazio infinito, galassie, viaggi interstellari, fino a farci ballare sugli anelli di “Saturno”, citati nella traccia conclusiva, perfetta nello sparigliare le carte proprio nel finale, con l’intento di voler lasciare il ricordo di una piacevole discontinuità, alla ricerca di retrogusti glam, con quel sax che ci ricorda Bowie e i T.Rex. Un progetto essenziale, senza troppi fronzoli, nel quale è d’obbligo segnalare la presenza di Vittoria Burattini, curatrice degli arrangiamenti delle parti di batteria suonate da Daniele Buffoni in “Corvi”.

Tracklist

  1. 3021
  2. Cosmonauti
  3. Bellezza dov’è
  4. La preghiera della sera
  5. Cuore elettrico
  6. Corvi
  7. La vestizione
  8. Saturno




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