Michel Mazza e Jeff Düngfelder abitano a qualche ora di treno a nord di New York, tra parchi sconfinati e colline verde bosco. Per anni hanno vissuto a NYC sperimentando la ricca scena musicale cittadina. Mazza è nato a Buenos Aires e si è trasferito negli Stati Uniti da ragazzo; Jeff Düngfelder è nato e cresciuto nel Queens, New York.
Ümlaut ha pubblicato una dozzina di lavori, muovendosi dall’ambient-techno di “Vasco De Gama” (Carpe Sonum Novum, 2017) fino alle trame oniriche di “Half The Speed Of Light” (pubblicato solo su Bandcamp nel 2023). Mazza ha seguito percorsi simili a quelli di Düngfelder, pubblicando in quindici anni una ventina di album elettronici, intrisi di aromi rock e jazz, oltre ad aver composto musiche per film e per spot televisivi. Entrambi i musicisti condividono una passione per “Another Green World”, il capolavoro di Brian Eno pubblicato nel 1975.
“Abandoned Spaces” è la loro prima collaborazione. Una raccolta di otto brani sospesi tra bucoliche atmosfere ambient, arpeggi di chitarre suonate in punta di piedi, folate di sintetizzatori, campanelli, percussioni e poco altro.
Le prime due tracce dell’album, “In Numberless Forms” e “Sleepy I Slept”, chiariscono subito dove batta il cuore dei due musicisti americani, tra l’elettronica crepuscolare di Taylor Deupree, la psichedelia sognante degli Hammock e l’onnipresente Eno.
Sull’omonima “Abandoned Spaces” emerge in modo più evidente la vena psichedelica dell’album, tra glissando delle sei corde in primo piano, qualche distorsione e il groove liquido definito dalle spazzole della batteria.
Le otto lunghe tracce in scaletta, oltre sessantacinque minuti di durata, creano un unico flusso sonoro, che pur senza esplosioni e colpi di scena, risulta estremamente avvolgente e curato nei dettagli.
25/04/2024