DREAMWELL - In My Saddest Dreams, I Am Beside You

2023 (Prosthetic records)
emocore, post-hardcore, screamo

Dopo un paio di lavori interlocutori (“The Distance Grows Fonder” del 2017, e “Modern Grotesque” del 2021), il quintetto dei Dreamwell, da Providence, Rhode Island, realizza un lavoro finalmente compatto e convincente, in cui giunge a maturazione la sua viscerale miscela di screamo, post-hardcore ed emocore, il tutto impreziosito da fiammate melodiche di tutto rispetto.

Il cantante e rumorista Keziah Staska, il bassista Justin Soares, il batterista Anthony Montalbano e i chitarristi Ryan Couitt e Aki McCullough sono emersi dal periodo di isolamento e incertezza causato dalla pandemia di Covid-19 con maggior consapevolezza dei propri mezzi e, proprio per ribadire di avercela fatta, hanno deciso di far scattare “In My Saddest Dreams, I Am Beside You” dai blocchi di partenza sulle note trasognate di “Good Reasons To Freeze To Death”, in cui, tra rincorse a perdifiato e urla smisurate, si riconoscono echi di Mono, Touché Amoré e Deafheaven. Per quanto anche la successiva “Studying The Greats In Self-Immolation” condivida qualcosa del retrogusto vagamente onirico del primo brano, il resto del disco si muove lungo traiettorie complessivamente cariche di energia e violenza catartica, al netto di sprazzi di melodia che, come candelotti di dinamite, ne illuminano a giorno alcuni dei momenti più torridi, tra cui quelli di “Lord Have Mrsa On My Soul” e “Obelisk Of Hands”.

Con “All Towers Drawn In The Equatorial Room”, le trame s’induriscono e si complicano, mentre a un certo punto, e per la precisione in “It Will Hurt, And You Won’t Get To Be Surprised”, le accelerazioni diventano questione di vita o di morte, in un clima di disperazione senza fine.

I am the fool of a God who holds me inches from the joy that I have earned, and he watches me as my desperate hands tremble and stretch to finally grasp the gift that he has offered then pulls me away to reopen my pain. He keeps me hurting by reminding me of what I lack. And it’s my fault for believing that you could have been fate. That I could have been fated to something that makes me glad to be alive. 

Lo strumentale pensoso di “Reverberations Of A Sickly Wound” è un vero e proprio occhio del ciclone, prima che i Dreamwell riprendano a macinare riff e saliscendi emotivi con la rocciosa “Blighttown Type Beat, pagando quindi dazio, con il minuto di “Body Fountain”, anche all’intensità del punk-metal.

Ai due brani più lunghi, rispettivamente di sei minuti e mezzo e sette, è affidato il compito di chiudere le danze: il primo, “I Dream’t Of A Room Of Clouds”, sintetizza egregiamente il pathos atmosferico e trasognato di certo post-metal, la brutale esplosività del noise-rock e l’epica delle grandi imprese, il tutto condito con una grande performance vocale di Staska; il secondo, “Rue de Noms (Could Have Been Better, Should Have Been More)”, veleggia tra echi art-prog, innervato intorno a un’appiccicosa figura di basso, fino all’apoteosi di furia e pelle d’oca del gran finale.

I know it’s pathetic how much of my happiness hinges on the thought of being loved. One day all these fevered dreams will mean nothing to me, but until then I’ll be miserable just waiting for your touch. I fear how easy things could be if I abandoned myself, but I know I’ll never see it through. In my saddest dreams I see how close I am to the life I’d like to lead.

In my saddest dreams, I am beside you.

21/12/2023

Tracklist

  1. 1. Good Reasons to Freeze to Death
  2. 2. Studying the Greats in Self Immolation
  3. 3. Lord Have MRSA on My Soul
  4. 4. All Towers Drawn in the Equatorial Room
  5. 5. Obelisk of Hands
  6. 6. It Will Hurt, and You Won’t Get to Be Surprised
  7. 7. Reverberations of a Sickly Wound
  8. 8. Blighttown Type Beat
  9. 9. Body Fountain
  10. 10. I Dream’t of a Room of Clouds
  11. 11. Rue de Noms (Could Have Been Better, Should Have Been More)

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