La nuova pubblicazione della prestigiosa etichetta italiana Dark Companion recupera una registrazione straordinaria tenutasi al Conservatorio Nicolini di Piacenza il primo ottobre 2016. Straordinaria per vari motivi, innanzitutto per i musicisti che vi hanno partecipato. L’ex-
Area Paolo Tofani, gigante della ricerca musicale italiana; il percussionista
Lino Capra Vaccina, genio visionario di “
Antico Adagio”, ex-membro delle storiche band Aktuala e Telaio Magnetico; il pianista
Keith Tippett, jazzista canterburiano d'adozione, creatore del progetto dei Centipede che nello speciale su
Canterbury avevamo definito di jazz “massimalista” (“Septober Energy” del 1971) e infine la moglie di Keith Tippett e sua collaboratrice da quasi mezzo secolo, la cantante Julie Tippetts.
Quattro veri giganti che si confrontano per la prima volta insieme in un progetto di improvvisazione e di ricerca musicale. “A Mid Autumn Night's Dream” è un viaggio di pura avanguardia nella notte, non facile da plasmare pensando alle differenze tra le produzioni di Area, Lino Vaccina, Aktuala e ai Centipede di Tippet. Un lavoro difficile ma degno della ricerca musicale del Rock In Opposition, bizzarro e originale come le eccentriche composizioni degli Art Zoyd o degli
Henry Cow. Cinquantadue minuti divisi artificialmente in otto parti, ma in realtà un unico flusso sonoro che non può che sorprendere in più momenti e in cui spicca la ricerca vocale di Julie Tippetts, via di mezzo tra il gigante Demetrio Stratos e le più recenti esibizioni estreme della compositrice norvegese
Maja S.K. Ratkje.
Ma i percorsi di piano da cinema espressionista, i ritmi d'avanguardia del primo 900, dipingono paesaggi che rimandano alle città distorte e visionarie del
Dottor Caligari, alle visioni notturne del "
Nosferatu" di
Murnau o alle apocalissi tecnologiche di “Metropolis” di
Fritz Lang. Quattro i musicisti che non avevano mai suonato insieme prima, solo un breve
sound-check. Musica pura e spontanea che scorre libera come pensiero fugace in mezzo al pubblico. In tutto il magma di emozioni presenti, probabilmente i ritmi sincopati e inquietanti di “Part. 5” sono quelli più immediati e allo stesso tempo più potenti. Ma il flusso sonoro di quattro diverse coscienze che si incontrano è da vivere rigorosamente come un’unica lunga suite che sfocia nel parrossistico finale dei nove minuti di "Part. 7" e nella inattesa stasi melodica degli otto minuti di "Part. 8".