Il prolifico musicista e pittore danese Paw Grabowski, in arte Ojerum, continua la sua ricerca sonora attraverso varie etichette sparse in mezzo mondo. Approdato in Oklahoma presso la piccola label Unknown Tone, produce un nuovo, minuscolo Ep di soli due brani di circa dieci minuti che si distanziano dai suoi più recenti album, da “Vaev” (2016), piccola perla di elettroacustica minimale, a “He Remembers There Were Gardens” (2017) – ideale colonna sonora del cortometraggio fotografico post-apocalittico francese “La Jetée” del 1962 – ai 42 minuti ben più cupi di “The Blossoming Of The Nothingness Trees”.
Ancora una volta è l’iconografia il punto di partenza del musicista danese, incapace di scindere l’immagine dal suono e viceversa. Il “paesaggio con figura silenziosa” riprende quindi vecchie idee di Ojerum, ma le colloca in un ambient più tipico, potremmo dire quasi classico. Il volto trasfigurato nel paesaggio, che già Ojerum ci aveva proposto in vari dei suoi collage, mostra la volontà di fondere insieme uomo e natura, elemento visivo e sonoro.
Musica per fantasmi, flebile come una brezza, piani eterei accompagnati da archi quasi inconsistenti; questi sono gli elementi di “First Figure”, che si pone tra il Brian Eno di “Music For Airports” e i più recenti paesaggi pianistici del progetto svedese “Library Tapes”. “Second Figure” è un flusso sonoro unico continuo, una sorta di canto di fantasmi che cita buona parte della scuola ambient classica.
27/07/2017
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