THE CLEAN - Getaway (ristampa)

2016 (Merge)
psych-pop-rock

Anche se poco noto, il gruppo dei Clean dal 1978 al 1982 rivoluzionò la scena psichedelica neozelandese, conquistando poi il giusto rilievo nella scena internazionale con un trittico discografico eccellente (“Vehicle” del 1990, “Modern Rock” del 1994 e “Unknown Country” del 1996). Riapparsi in forma smagliante nel 2009 con l’ottimo “Mister Pop”, i Clean ritornano sotto i riflettori del mercato discografico con un doppio album che raccoglie il loro disco del 2001 “Getaway”, il live “Syd’s Pink Wiring System” e l’eccellente mini “Slush Fund”.

Alla luce del sempre più vigoroso revival del rock psichedelico, è un piacere riascoltare il pop vellutato e un po’ polveroso del gruppo neozelandese, perfetto anello di congiunzione tra le istanze del garage-rock e quelle più moderne dell’indie-rock.

Il riff assassino di “Stars”, adagiato su un ipnotico groove e su deliziose alchimie psichedeliche, farebbe la gioia di molte band contemporanee, ma è solo una delle perle nascoste. Ballate vellutate e maliziose come “Crazy” e “Poor Boy” hanno il tocco del lost-classic, mentre “Alpine Madness” e “Circle Canyon” affondano nella trance psichedelica con un sapiente mix di percussioni, chitarre, archi e pianoforte, rispolverando i fasti di Byrds e CSN&Y.

Non tutto però è perfettamente a fuoco in “Getaway”: a parte il rock mistico di “Jala”, il pop troppo gentile di “Golden Crown” e la furia blues di “Aho”, il resto non è all’altezza della loro fama e l’album non si riscatta del tutto dal suo carattere interlocutorio tra i fasti del passato e il più recente ritorno alla forma.

Il live “Syd’s Pink Wiring System” è una vera rarità: registrato nel 2000, l’album era disponibile solo durante il tour di quegli anni e per molto tempo è stato oggetto di culto.

Nonostante la performance sia gradevole e corroborante, è molto più interessante il recupero di un’altra rarità, ovvero il mini-album “Slush Fund”. Otto pezzi che mettono in luce un lato più sperimentale e corrosivo, otto bozzetti grezzi e lucenti che sconfinano nel lo-fi più oscuro e criptico, tra contrappunti pianistici (la lunga ed epica “Point That Thing Somewhere Else” e la magica “Rollo”), ossessive trame ritmiche e fluidi psichedelici malsani (il quasi beat di “Filling A Hole” e l’oltraggioso funky noise “Quickstep”).

Non è una semplice ristampa, questa della Merge, ma un concentrato di ispirazione e creatività in libera uscita che da solo merita un’attenta riscoperta.

20/01/2017

Tracklist

  1. 1. Getaway
  2. 2. Stars
  3. 3. Jala
  4. 4. Crazy
  5. 5. Golden Crown
  6. 6. Cell Block No. 5
  7. 7. E Motel
  8. 8. Twilight Agency
  9. 9. Poor Boy
  10. 10. Silence Or Something Else
  11. 11. Alpine Madness
  12. 12. Circle Canyon
  13. 13. Aho
  14. 14. Holding On
  15. 15. Reprise 1*, 2*, 3* & 4*
  16. 16. Complications
  17. 17. Slush Fund
  18. 18. Rollo
  19. 19. Slush Fund
  20. 20. Filling A Hole
  21. 21. Caveman
  22. 22. Point That Thing Somewhere Else
  23. 23. Wipe Me I'm Lucky
  24. 24. Fish
  25. 25. Quickstep
  26. 26. Syd’s Pink Wiring System
  27. 27. Fish
  28. 28. I Wait Around
  29. 29. Hold On To The Rail
  30. 30. At The Bottom
  31. 31. Point That Thing Somewhere Else (vinyl Only)
  32. 32. Do Your Thing
  33. 33. Quickstep
  34. 34. Crazy
  35. Side On
  36. 1. Stars
  37. 2. Jala

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