HOW TO DRESS WELL - Care

2016 (Weird world /domino)
elettro-soul, pop

Le voci che hanno accompagnato l’uscita del nuovo album di Tom Krell e della sua creatura How To Dress Well facevano presagire una completa debacle. Nel nuovo progetto del musicista americano la tanto paventata rivoluzione elettro-soul e le conseguenti implicazioni intellettuali e concettuali lasciano spazio ad ambizioni pop non del tutto riuscite.

“Care”, in verità, non è neanche il disastro annunciato dai suoi detrattori e dalle regressioni sonore di “What Is This Heart”, è la conferma di un gap generazionale che sconfessa orde di aspiranti profeti del rock, artisti più abili a proclamare soluzioni ideologiche piuttosto che concrete innovazioni.

Quello che rendeva “Total Loss” interessante, ovvero quella frammentarietà di suoni e voce che somigliava a un insieme di ricordi e incubi temperati dal dolore e dalla solitudine, è ormai assente in “Care”, non a caso definito dallo stesso autore il suo album della felicità.

Peccato che il nuovo disco di How To Dress Well sia al contrario destinato a rendere infelice l’ascoltatore, costretto a subire due delle canzoni più insulse di Tom Krell (“Can’t You Tell”, “Salt Song”) prima di poter percepire un briciolo di emozione (“What’s Up”).

Aver liberato la voce dalle distorsioni e dalle manipolazioni lo-fi del passato non sembra essere una scelta positiva, e i testi evidenziano banalità di fondo prima mascherate dall’orgia di voci ed eletttronica (l’orrida “I Was Terrible”) e a nulla vale il tentativo di “They’ll Take Everything You Have” di accennare un lieve risvolto socio-politico, adagiandolo su un romantico tappeto elettronico.

Il tentativo di restauro climatico degli esordi (“The Ruins”, “Burning Up”) non convince del tutto e l’estasi pop post-Jackson alterna disastri (“Anxious”) e barlumi di lucidità lirica (“Lost Youth/Lost You”), stroncando definitivamente le speranze di una rinascita.

Il nuovo disco di How To Dress Well è alfine vittima della tecnologia e della eccessiva fiducia di Krell nelle sue idee e ambizioni: le ragioni e i mezzi espressivi che hanno aperto al musicista le porte dell’arte e della notorietà sono i fautori della pochezza che si è impadronita di “Care”.

23/11/2016

Tracklist

  1. 1. Can't You Tell
  2. 2. Salt Song
  3. 3. What's Up
  4. 4. Lost Youth / Lost You
  5. 5. The Ruins
  6. 6. Burning Up
  7. 7. I Was Terrible
  8. 8. Anxious
  9. 9. Time Was Meant To Stay
  10. 10. Made A Lifetime
  11. 11. They'll Take Everything You Have

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