Le tracce – ideate e improvvisate al confine tra Polonia e Germania, in un grande balcone di una villa isolata in mezzo a una natura incontaminata – rappresentano ottimi esempi di brani elettroacustici che riescono a contenere emotività ed eleganza, serenità e impressionismo.
In effetti, le sette tracce potrebbero apparire come piccoli acquarelli dai contorni sfumati che richiamano alla mente i paesaggi naturali propri dei pittori impressionisti. Le improvvisazioni con chitarra elettrica, registrate e poi rielaborate con minime sovrapposizioni elettroniche, danno origine a loop che non infondono inquietudine, bensi la calma e l’intimità presenti in uno scenario di natura bucolica.
“Full Bloom” aggiunge soavi voci femminili insieme a un’atmosfera leggermente più inquieta. Totalmente diversa appare “The Nightshade”, segnata dalla presenza del vocoder e da pulsazioni ritmiche meno convincenti. La brevissima “Youth Takes It’s Bow” torna alla chitarra acustica ed è caratterizzata da un’estrema semplicità che non disperde un substrato onirico. Si chiude con la magnifica “Feel Alife” che, con il piano e la chitarra, da una parte rimanda ad alcuni brani acustici dei Popol Vuh, dall’altra mostra quasi ambizioni da composizione di musica classica contemporanea.
Si termina con voci lontane di bambini che giocano, unico elemento umano dell’album, forse l’unico davvero rispettoso e compatibile con i sfumati colori dipinti dalla musica di Jan Grünfeld.
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24/11/2015