Orb - History Of The Future – Part 2

2015 (Malicious Damage)
dub, electro

Prosegue l’attività di enciclopedizzazione degli Orb, uno dei progetti musicali inglesi che più ha avuto i meriti di aver riaperto le orecchie del popolo rock ai suoni elettronici, introducendo termini come ambient e trance nel lessico comunemente accolto, senza che nessuno potesse gridare allo scandalo.
A due anni di distanza dal primo volume di “History Of The Future” che raccoglieva una sorta di best of del periodo Island, ecco la seconda parte di una retrospettiva che va assumendo sembianze sempre più monumentali.

Anche questa volta siamo al cospetto di un box set composto da tre cd e un Dvd che scandagliano il periodo 2002-2012, comprendendo lavori usciti per varie label, fra le quali Cooking Vinyl, Malicious Damage, The End e la tedesca Kompakt.
Attraverso questa selezione Alex Paterson e Thomas Fehlmann spiegano al mondo perché il proprio lavoro riesca a essere amato tanto dagli appassionati dei territori indie, quanto dai frequentatori delle discoteche più hype di Ibiza o Berlino.

Dagli assalti sonori di “Suck My Kiss” alle derive cosmiche di “I Am The Red Worm”, dal proto dubstep declinato r&b di “Aftermath” al dub tecnologico di “Eurofen” e “Chuck’s Peaks”, dai riempipista senza tempo alla “Let The Music Set You Free” ai temi acustici, quasi bucolici, di “Sail”, questo box è un ottovolante di generi ed influenze, un compendio in grado di essere ballato, ma anche semplicemente ascoltato nel buio della vostra cameretta.
E poi ancora le atmosfere stranianti di “Codes”, le rotondità baleariche di “Apple Tree”, le ripetitività di “Cool Harbour”, gli sperimentalismi di “OOPA” e “Shem”, l’ambient di “Dilmun”, le impressioni drum’n’bass di “Tower Twenty Three”, a imporre le visioni di Paterson come assolutamente avveniristiche e sempre avanti sui tempi.

A questo punto sarebbe interessante prevedere una compilation con tutti i remix curati dagli Orb, visto che durante il loro percorso si son cimentati con materiale di primissimo ordine, vedì “Zombie” dei Cranberries, “Numb” degli U2, “Higher Than The Sun” dei Primal Scream o “The Perfect Drug” dei Nine Inch Nails, giusto per citare le punte dell’iceberg.
Ma intanto si parla di un nuovo album a breve, quindi dopo tanto rivangare il passato sarà interessante capire dove questi signori vorranno dirigersi ora, e saranno ancora una volta nuove frontiere da scoprire assieme.

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