Dj Dodger è lo pseudonimo bipolare diviso tra Jerome Potter e Sam Griesemer. Il qui presente primo Lp, “Friend Of Mine”, segue un Ep del 2011 ed è legato intrinsecamente alla storia della musica house, al Paradise Garage, al soul, al funky, a sua maestà Frankie Knuckles, ma anche a François Kevorkian che diede vita per certi versi alla deep-house, costola del genere meno dedita alla pista e più fruibile a un ascolto esterno, così come a tante altre personalità che hanno aggiunto la propria impronta a una ricetta già vincente, tra questi i celebri Masters at Work che proprio nel 2014 hanno rilasciato una raccolta in quattro dischi della loro lungimirante e prolifica carriera.
La musica house ha fatto ballare un’intera generazione per tutti i Novanta dando vita alla cultura del clubbing, ed è rientrata prepotentemente nelle classifiche per merito di personaggi come Hercules & Love Affair, Moodyman, Route 94, Kiesza, e appunto Dj Dodger Stadium. Perché “Friend Of Mine” è essenzialmente un disco di musica house, un tripudio alla sua storia che fonde la vecchia scuola con le nuove influenze uk-garage contemporanee (su tutti gli acclamati Disclosure).
In tal senso, basti pensare alla traccia “Love Songs”. Una serenata fatta di cassa, amore e allegria. Oppure ancora “The Dust”, che cita ampiamente la house dai tratti latini dei Masters At Work. O ancora “Never Win” e i suoi bassi ipnotici, la super malinconica “Sit Down, Satan”, l’estasi chiassosa di “One Who Lost” e infine la title track, che riporta la mente e il corpo al cuore pulsante della house music di una volta.
Purtroppo, ritornare indietro nel tempo per rivivere appieno i fervori di quel tempo è fisicamente impossibile. Tuttavia, è lecito e sacrosanto immaginarli, in qualche maniera sognarli. E con “Friend Of Mine”, ciò risulterà sicuramente più facile.
15/01/2015