TRUE WIDOW - Circumambulation

2013 (Relapse)
slowcore, stoner-rock

Se pensate che lo stoner-rock attualmente sia rimasto proprietà esclusiva dei Queens Of The Stone Age e di qualche relitto degli anni Novanta, beh, vi sbagliate di grosso. Certo, l’ambiente non è propriamente dei più fertili, questo va detto; malgrado ciò, ogni tanto sbuca fuori qualcuno che riesce a ripristinare parte del vigore perduto. Qualcuno come i True Widow, ad esempio: il terzetto texano, sulle scene già da qualche anno, e con un paio di dischi lunghi già pubblicati (il secondo dei quali cominciò a far circolare il nome dei tre ben oltre i circuiti di appassionati), torna a proporre la sua ipnotica e personalissima formula “stone-gaze” con il disco che dovrebbe “consacrarli” alle platee indipendenti.
Difficile stabilire quanto questo potrà avvenire, ma il passaggio ad un’etichetta di richiamo quale la Relapse è un segnale da non sottovalutare: è vero che “Circumambulation” non ha poi molto a che spartire con le declinazioni heavy dell’etichetta americana, ma il mood fosco, opprimente, narcotico proprio della formazione ben giustifica l’apparizione nei ranghi della label. Il suono del deserto ha trovato portavoce degni di perpetuarne la tradizione.

Mai realmente staccatisi da un formulario espressivo ampiamente definito sin dall’esordio (l’omonimo del 2008), Daniel Phillips, Nicole Estill e Timothy Starks proseguono imperterriti sulla strada di un sound granitico e melmoso, capace però di impensabili sviate in direzione Low e forte di un apparato melodico dalla fascinosa impassibilità. Un unicum sonoro e tematico che la suddivisione in capitoli, al di là della rada variabilità, riesce a mantenere intatto: incentrati su pattern strumentali ripetitivi (con la chitarra e il basso sgranatissimi, a suggerire interessanti sconfinamenti nello sludge), tesi al massimo ad indurre uno stato di trance, i vari brani si rendono riconoscibili esclusivamente per l’interessante alternanza vocale tra Phillips e la Estill (insieme in “H:W:R”), quest’ultima musa che la 4AD dei tempi d’oro avrebbe volentieri annesso al suo roster.
Poco male comunque; anche a costo di un’eccessiva (quanto voluta) monotonia di fondo, l’intento del terzetto è portato a termine di nuovo con successo: sviate al rallentatore dalla buona attitudine melodica come “Numb Hand” o “Lungr” (su quest’ultima, davvero aleggia lo spettro di Alan Sparhawk), oppure i mantra stoner che aprono la scaletta sortiscono l’effetto desiderato, in una ciclicità che non scade mai realmente nel tedio.

Aspettarsi una svolta dai True Widow,  specialmente adesso che sono padroni di un suono riconoscibile e ben codificato, equivale forse a un’utopia. L’impressione è che se spingessero sul lato più “pop” della loro proposta, finirebbero seriamente per fare scintille. Ciononostante, “Circumambulation” resta una chiamata di quelle a cui è dura resistere.

06/11/2013

Tracklist

  1. Creeper
  2. S:H:S
  3. Four Teeth
  4. Numb Hand
  5. Trollstigen
  6. I:M:O
  7. HW:R
  8. Lungr

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