The Church Of Synth - The Church Of Synth

2011 (Robot Elephant Records)
electronic, industrial-darkwave
"The Church Of Synth" è il progetto-dal-nome-fighissimo partorito dalla mente di Phillip Kühnhast, ex-produttore tedesco di musica techno che, all'inizio della sua carriera artistica, si è divertito a proporre i suoi oscuri live-set in giro per la Germania. La noia, però, non risparmia neanche chi vive in terra crucca, seppur feconda soprattutto nell'ambito di fiorescenze underground: nel caso specifico, il Nostro ha maturato un vero e proprio disgusto verso tutta il panorama musicale, ormai stereotipato, in voga nei club di Hannover. Se a ciò si aggiunge il tedio incubato per l'ascolto delle angosciose turbe psicologiche lamentate dai suoi pazienti (ebbene sì, Kühnhast è a un passo dal terminare gli studi in "psychological therapy") e un'adorazione ossessiva (deformazione professionale?) per i sintetizzatori analogici vintage collezionati da suo padre, il risultato è una fisiologica necessità di sfogo che si risolve, appunto, nella genesi di "The Church Of Synth".

La prima fatica di Phillip è un album omonimo, pubblicato in 300 copie in vinile rosso-sangue dalla giovanissima label inglese Robot Elephant Records, che vanta peraltro la release di una collaborazione tra Stearica e Acid Mothers Temple & The Melting Paradiso U.F.O..
"Der Fall Von Leviathan", unica hit dell'album, è un malsano e glaciale salto nel buio, cadenzato da una drum-machine potente e da un synth epico che richiamano alla mente la violenta scena proposta da un'incisione di Gustave Dorè (intitolata, appunto, "Distruzione del Leviatano") in cui il mostro marino del Vecchio Testamento, simbolo per eccellenza del caos primordiale e della potenza priva di controllo, va incontro alla sua fine per mano divina.
"Christuskirche" costituisce un capitolo a parte, col suo intro ambient dilatato seguito da tessiture droniche che ricordano i Sunn O))) più indulgenti.

"Das Dröhnen Der Goettlichen Räder" potrebbe essere un'ottima b-side dell'infinita tracklist di "Ghost I-IV" dei Nine Inch Nails, sebbene connotato da venature più solenni e con un beat più ossessivo, a tratti quasi hip-hop. Si prosegue con "Die Paradoxen Gebote Gottes", unico brano dell'intera scaletta in cui figura una chitarra elettrica che disegna sfumature arabesche in un turbine di sintetizzatori divisi tra goth e tech-ambient.
In "Die Kathedrale Der Ewigen Leere", Kühnhast fa ripescaggio delle proprie conoscenze sulle tecniche relative all'ipnosi, guidandoci in un viaggio siderale di quasi otto minuti che ha forti sentori dei Natural Snow Buildings di "The Fall Of The Shadow Kingdom".

Questo notevole esordio votato al culto dell'analogico si chiude con "Enoch Und Kokabel", timido epilogo slow-techno appesantito e che convince poco. E allora, via col bonus offerto dalla Robot Elephant, ossia il download gratuito di quattro remix di "Der Fall Von Leviathan" da parte di artisti della levatura di Burial Hex (che ne regala addirittura due), Ourobonic Plague e Haxan Cloak.

 

 

Tracklist

  1. Der Fall Von Leviathan
  2. Christuskirche
  3. Das Dröhnen Der Goettlichen Räder
  4. Die Paradoxen Gebote Gottes
  5. Die Kathedrale Der Ewigen Leere
  6. Enoch Und Kokabel

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