Il passaggio su Important Records coincide con una netta mutazione stilistica per gli Asva. In realtà, nonostante rimanesse legata al grigiore soffocante del debutto "Futurists Against The Ocean", la creatura di George Stuart Dahlquist (ex Burning Witch e Goatsnake) stava puntando la strada sulla quale muove oggi i suoi passi già nel precedente, meraviglioso "What You Don't Know Is Frontier": "A Game In Hell, Hard Work In Heaven" era un agonizzante mantra goth-folk che, in retrospettiva, costituisce il raccordo tra le due incarnazioni del progetto.
Licenziata l'intera formazione che lo aveva accompagnato nei primi due lavori (compreso l'ex Mr. Bungle Trey Spruance), Dahlquist chiama a sé Toby Driver, uno già avvezzo a muoversi in sonorità di frontiera con Kayo Dot e Maudlin Of The Well, ma soprattutto con i Tartar Lamb, più simili al colore di "Presences Of Absences".
Soffiata via la coltre di fuliggine doom/drone degli esordi, Asva – termine sanscrito per "cavallo"– emette onde gotiche verso ogni direzione. I ritmi sono sempre blandi, per lo più sorretti da lunghe note di organo persistenti, alle quali si giustappongono modulazioni che, in diversi punti, formano cluster stranianti capaci di conferire all'intero flusso sonoro un taglio a metà tra il sinistro e l'evocativo.
"Presences Of Absences" è un post-rock liturgico e sepolcrale in cui la voce di Driver, impiegata con eleganza, s'insinua con cori gregoriani o falsetti androgini ("Birds" è un gioiello che sfiora il confine col dream-pop), creando intrecci immaginifici col mantello strumentale. L'approccio è nettamente meno catastrofico rispetto al passato, riecheggiato dal basso cavernoso di "A Bomb In That Suitcase", e in non pochi punti rievoca lo spirito dei Dead Can Dance più ieratici.
I quasi ventiquattro minuti della title track sospingono Asva verso l'alto, fino a trafiggere le nubi, disgregandole in luccicanti e minuti granelli. "New World Order Rising" svela timidi accenti blues nel tronco centrale, ma quando la chitarra squarcia la quiete, il tono cerimoniale assume i connotati degli A Storm Of Light assediati in mezzo al vespaio generato dalla tromba di Jake Weller.
22/09/2011