A un eserdio degno di nota, ”Aerial” (2008), è seguito un album meno brillante, “Unbalance” (2009). Dave Huismans ha mostrato di non volersi sedere sull’inaspettato successo del suo esordio ma di voler continuare a cercare sempre nuove direzioni per la sua musica.
Il recente “Fever” prende le distanze da quanto fatto ascoltare fino a oggi da 2562: vuoi perché è stato pensato come un concept album; vuoi soprattutto perché sulla maggior parte delle tracce in scaletta l’ago della bilancia pende inesorabilmente dalla parte della techno e non più del dub, relegato a elemento di second’ordine.
In sintesi, meno profondità e più movimento: per chi scrive non è questa la ricetta giusta da seguire. Appuntamento rimandato alla prossima uscita.
20/07/2011
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