Pur attivi da una decina d’anni e con una discografia piuttosto ricca alle spalle (ben quattro i full lenght dati in stampa prima di questo “Endings”), i Self Evident hanno lasciato ben poche tracce di sé, tanto nei natii Usa quanto nella vecchia Europa. Il loro math-post-hardcore, anche piuttosto “sporco”, aveva in passato suggerito accostamenti anche importanti (Fugazi, Tool, Codeine), che pare difficile trovare se non scavando a fondo nei passaggi di questo nuovo lavoro, registrato nell’aprile 2009 ma solo da poco arrivato nei negozi fisici e digitali.
Rispetto alle produzioni passata, gli undici brani che compongono “Endings” mostrano un certo ammorbidimento nel sound della band. Se le ossessioni math emergono in più parti, specie negli attacchi dei vari brani, è più che evidente il tentativo di avvicinarsi a forme melodiche più tipiche del rock alternativo, creando un intruglio che oscilla, nei passaggi peggiori, tra la melassa heavy degli Staind, pur virando, nei migliori, dalle parti di Shellac e A Perfect Circle.
Aggressività scialacquata e lirismo ruvido si contrappuntano in un album che, in fin dei conti, risulta piuttosto scialbo. A parte il dilatato attacco che introduce “Before The Beginning”, che ben presto si deforma nella solita, violenta mitragliata math-rock, il disco non decolla mai, si appiattisce senza tensioni né rabbia veramente tale, ma scivolando come se nulla fosse. Pur tecnicamente meticoloso e ben costruito, pecca di una produzione che enfatizza poco le parti più taglienti e rabbiose dei singoli brani, che finisco per sembrare quasi patetici. Inutile e innocuo.
04/04/2011