A ben scavare, nell'underground australiano qualcosa d'interessante si trova sempre. E interessante è quest'ondata che vede tra i pesi massimi formazioni come Naked On The Vague e Htrk. Con il presente esordio su Lexicon Devil Records i Chrome Dome s'iscrivono per l'appunto in questa nuova fase di riscoperta delle sonorità post-punk, con un suono oscuro e minimale, evidentemente figlio della coldwave e delle sonorità synth wave di fine anni 70-inizio 80.
L'album contiene sette pezzi svelti e psicotici, nei quali l'ossessività dei Primitive Calculators, l'aggressività degli Screamers e una patina psichedelico/psicotica di marca Suicide vengono rese con una certa efficacia, quasi che i ragazzi avessero sintetizzato la miscela in laboratorio. Certo, si tratta pur sempre di cose già sentite, ma gli australiani hanno quella sincerità innata che fa sembrare tutto rustico e mai posticcio. E poi ci sono almeno un paio di pezzi da infarto: una "Life Is A Party" che sembra una salmodia di quelle marce e cupe dei Minimal Man. E ancora l'iniziale "Topped", che manco i Nervous Gender erano così minacciosi.
Insomma, il suono c'è tutto, ed è bello pulito, stratificato e alienato al punto giusto. La scrittura forse non è ancora il massimo, ma tant'è. Se siete appassionati di sonorità synth-punk/minimal-synth e le ultime cose di Blank Dogs non vi hanno entusiasmato più di tanto, i Chrome Dome fanno decisamente al caso vostro.
25/10/2010