Indirettamente, i Coughs continuano a regalarci materiale interessante. Momentaneamente sospesa l’attività della band madre, infatti, Anya Davidson e Carrie hanno di recente messo su un bel progettino di noise-core che nei ventidue minuti e rotti di “Get A Brain” pone mano al suo primo, micidiale trattato sulla depravazione e sul marciume del mondo.
Saranno, forse, ancora acerbi, o, meglio, non ancora capaci di indicare un percorso inedito, ma i Cacaw suonano con una sincerità e un trasporto notevoli, dando vita a brani che sono vere e proprie sedute di elettroshock.
C’è, come si dice in questi casi?, un’urgenza espressiva fuori dal comune (la delirante devastazione di “Cacti In The Dark”…), ma anche un non so che di diabolico in queste staffilate di dissoluta disperazione, tanto che in quel capolavoro che è “Snakehead” sembra di assistere a una resa dei conti tra Babes In Toyland e Cows, mentre “So Many Bags” peregrina, brutale, sul corpo di un heavy-noise sanguinolento.
La voce di Anya è un urlo fatto di schifo e di rancore, come una Lydia Lunch offesa e disonorata: ascoltarla mentre si sgola in “The Monster’s Salty Tears” (brano che presenta anche varianti jazz-core) o nel bel mezzo della tempestosa “Tri-Dog3” è un'esperienza realmente catartica.
Il rock del versante “negativo” (con tanto di claustrofobici sovratoni Sonic Youth in “Pazuzu”) non smette mai di ricordarci che, nel sottosuolo, i fantasmi non vanno mai in vacanza. Al massimo, appaiono sotto altre vesti.
29/01/2009