Le Last Dinner Party sono un gruppo musicale indie-pop britannico formato da Abigail Morris (coce), Lizzie Mayland (cori, chitarra, flauto), Emily Roberts (chitarra solista, mandolino, flauto, cori), Georgia Davies (basso, cori), Aurora Nishevci (tastiere, organo, pianoforte, sintetizzatore, cori), alle quali si aggiunge Rebekah Rayner (batteria, percussioni solo nelle performance dal vivo). Morris, Davies e Mayland hanno iniziato a esibirsi insieme nel 2020, per poi fare la conoscenza delle altre componenti del gruppo nel 2021 grazie ad amici in comune. Iniziano dunque a esibirsi insieme con lo pseudonimo di The Dinner Party, arrivando l'anno successivo a ottenere un ingaggio per l'apertura di un concerto dei Rolling Stones presso Hyde Park.
Nel 2023 firmano un contratto discografico con la Island Records e nell'aprile 2023 pubblicano il singolo di debutto "Nothing Matters", prodotto da James Ford, con cui raggiungono la posizione 22 nella classifica britannica. Nel febbraio successivo pubblicano lìalbum d'esordio "Prelude to Ectasy".
“From The Pyre”, la loro opera seconda, pubblicata a ottobre del 2025, giunge sulla scia dei tanti riconoscimenti raccolti, a partire da due Brit Awards consecutivi - nel 2024 come Rising Star e nel 2025 come Best New Artist - e dalla nomination al Mercury Prize. Rispetto all'esordio, “From The Pyre” disegna una parabola piuttosto differente: il baroque-pop che ha contrassegnato le prime canzoni delle Last Dinner Party si fa più elaborato, più strutturato (basti ascoltare le variazioni di ”This Is The Killer Speaking”), anche meno "facile", evolvendo verso una forma di glam orchestrale, alternando soluzioni drammatiche a vigorosi accenti indie-rock. Archi e pianoforti convivono con assoli di chitarra e cori che non celano una certa venerazione per “Bohemian Rhapsody” (occhio al prologo di “Second Best”, ma anche agli intrecci vocali nella prima parte di “Woman Is A Tree”). In questo meccanismo di crescita compositiva, una traccia praticamente perfetta come “Rifle” dimostra la ferma intenzione di non voler ricorrere a furbe scorciatoie per raggiungere un successo di più vaste dimensioni.
Gli anni Settanta sono molto presenti nella scrittura del quintetto inglese, basti seguire gli sviluppi di “Count The Ways”, ma i riferimenti stilistici sono molteplici, e dopo una parte iniziale orientata ad una personale rilettura di Queen e T-Rex, verso il finale il disco tende ad assumere un’andatura più dimessa, più “dark”, specie in corrispondenza di “Sail Away” (dove è il pianoforte a prendersi il centro della scena), seguita da "The Scythe", nella quale Abigail Morris medita sul concetto di mortalità, cantando della morte del padre con grande serenità. La melodrammaticità si alleggerisce nell’epilogo affidato all’approccio più indie di “Inferno”, ennesima dimostrazione di forza da una band che con “From The Pyre” sbandiera una compattezza e una concretezza che in pochi si sarebbero aspettati a questo livello. (Claudio Lancia)