No Strange

No Strange

Una riscossa psych

intervista di Cesare Buttabuoni
I No Strange sono fin dagli anni 80 un gruppo imprescindibile per chi voglia approfondire la psichedelia italiana. Indubbiamente, rispetto a molte altre formazioni nate negli anni 80 durante il cosiddetto revival garage e neopsichedelico, il gruppo torinese ha dimostrato di avere uno spessore superiore. I No Strange nacquero nei primi anni 70 come RA-GEBEL, formazione in cui militavano già Ursus e Alberto Ezzu. Ursus prese parte anche al nascente movimento punk. Si formarono quindi i No-Strani in seguito diventati No Strange. Oggi sono ancora molto attivi e hanno pubblicato di recente un nuovo album intitolato “...E continuerò ad esistere”, pubblicato da Area Pirata e Psych Out per il momento solo in un vinile limitato a 500 copie. Fin dalla copertina psichedelica, disegnata da Ursus, si può entrare nell’atmosfera lisergica di questo disco. Alberto Ezzu è sempre stata la vera anima musicale dei No Strange (mentre il mitico Salvatore “Ursus” D’Urso cura la grafica e l’aspetto filosofico del progetto). Con l’occasione dell’uscita del nuovo disco abbiamo fatto qualche domanda a Ezzu per conoscere il suo punto di vista sul gruppo.

 

Ci puoi parlare degli inizi dei No Strange?
I No Strange nascono come No Strani, cioè io e Ursus con tanta voglia di suonare, di confrontarci assieme ad amici e compagni di scuola, anche se ai tempi le disponibilità tecniche erano minime. Riesco ad acquistare un 4 piste Teac e allora iniziano le prime musiche registrate: elettronica ambient e classica, con tante puntate all’allora nascente kraut. Intanto Ursus in quegli anni frequenta l’ambiente punk e in qualche modo e senza di me, che sono meno interessato, registra un brano su musicassetta. Poi, il passaggio ai No Strange. Registrazioni “alla buona” su 4 piste: la Toast Records apprezza e trasferisce direttamente su Lp.

 

I vostri album per la Toast sono diventati con gli anni dei veri e propri oggetti di culto. Purtroppo per volontà della vostra ex-etichetta pare non verranno più ristampati, sia in Lp che in cd. Come sono nati quei leggendari lavori che, seppur penalizzati da una registrazione non all’altezza, sono ancora oggi molto ricercati dai collezionisti?
Il 1985 esce l’omonimo primo Lp, su slide trasparente coloratissima ed è un successo. Piace a tanti. Due anni dopo, 1987, con qualche aggiunta alla formazione, registrato sempre nei miei studi casalinghi, chiamati Music Garden perché intanto avevo iniziato a produrre musiche per teatro e documentari, esce “L’Universo”, il secondo Lp. Nel frattempo il successo molto settorializzato dei No Strange mi va stretto e, anche incalzato da un bisogno impellente di guadagnare qualche soldo, abbandono il gruppo e mi voto a progetti solistici oppure assieme al mio collega del tempo, Gilberto Richiero. I No Strange, per mano di Ursus, iniziano una carriera live con una diversa formazione, la stessa che li porterà a incidere poco dopo (anche se l’uscita della Toast sarà rimandata sino al 1991) “Flora di Romi”, registrato sempre nei miei studi casalinghi, quasi in presa diretta e con parecchi miei interventi. In ogni caso, questo disco non riflette quasi per nulla la mia visione di No Strange, che invece sono un parto più della mente di Ursus, benché coadiuvato dai musicisti del tempo, gli stessi che verranno poi inseriti nei progetti del periodo dal 2011 a seguire.

 

A un certo punto sembrava che il progetto No Strange fosse congelato. I tempi per la psichedelia italiana non sembravano più propizi come negli anni 80 e 90. Quali avvenimenti hanno ridato vita al gruppo?
Un concerto nel 2008 organizzato come ringraziamento per la positiva conclusione di una malattia, porta i No Strange a riunirsi per l’occasione. I giornalisti presenti sono sicuri che il gruppo stia preparando un nuovo disco anche se, in realtà, si era trattato realmente di un concerto casuale e improvvisato. Ursus però mi contatta per chiedermi di riformarci. Unica mia richiesta è che nel progetto io e Ursus risultiamo gli unici intestatari: esperienze passate mi avevano fatto dubitare di gruppi a tante teste. Ursus accetta. Nel 2011 è finalmente pronto “Cristalli Sognanti”, Lp e cd che uscirà per le due case discografiche che da allora pubblicheranno ogni nostro nuovo lavoro, Area Pirata e Psychout. Nel disco entreranno anche composizioni o idee dei fratelli Molinari o di Tony, il fratello di Ursus. Benché un po’ lontani dai miei gusti, questi brani li ho comunque arrangiati in modo da farli entrare a pieno diritto nelle sonorità No Strange che io e Ursus volevamo.

Hai citato “Cristalli sognanti” che rappresenta un po’ il simbolo della vostra rinascita. Però con i successivi album come “Armonia vivente”, “Universi e Trasparenze” e “Il sentiero delle tartarughe” mi sembra che abbiate raffinato, rispetto agli esordi, la proposta musicale pur mantenendo un filo rosso con la vostra prima produzione. Ci puoi parlare di questi lavori che a mio avviso sono musicalmente più raffinati e meglio prodotti rispetto ai vostri inizi?
Con il disco successivo del 2014, “Armonia vivente”, doppio Lp/cd sono stati inseriti anche brani dal vivo più alcuni vecchi pezzi usciti negli anni 1983/’84 su musicassetta. In questo periodo Ursus attraversava un momento di difficoltà legato alla propria salute, pertanto la scelta di utilizzare maggiormente la voce di Rosalba Guastella, già comunque presente anche nel disco precedente, è stata naturale e vincente. Alcuni attriti interni al gruppo han fatto sì che il distacco di Tony, dei fratelli Molinari, di Paolo Avataneo e di Rosalba fossero nell’aria. Infatti il disco successivo del 2015, “Universi e trasparenze”, un Ep con cinque cover nato per festeggiare il trentennale dalla nascita del gruppo, nacque in questo clima; pertanto, ad esclusione della voce di Rosalba che si è comunque ben inserita nel progetto, l’intervento degli altri musicisti è stato veramente minimo, se non del tutto nominale. Nel 2017 il disco successivo, “Il Sentiero delle Tartarughe”, vede la formazione ritornare al duo originale, cui si aggiungono un mio allievo di canto armonico, Matteo Martino – figlio del poeta Daniele, che parteciperà con una lunga poesia al libro redatto assieme a Fabrizio Della Porta, "No Strange e Sogni correlati"- Area Pirata Editore, – e alcuni interventi estemporanei della cantante Paola Scatena. Il disco è un omaggio al poeta beat Gianni Milano, di cui viene anche interpretata una sua vecchia poesia del periodo in cui frequentava Allen Ginsberg e Fernanda Pivano.

Nel 2019 è poi uscito “Mutter der Erde”, un album in cui avrebbe dovuto collaborare anche Jutta Nienhaus, ex-cantante degli Analogy e collaboratrice di Franco Battiato. Purtroppo la Nienhaus è morta prima di partecipare al disco. Si tratta di un lavoro particolare in cui la vostra musica è meno espansa del solito. Cosa ci puoi dire di “Mutter der Erde” e della sua gestazione?
Il 2019 sarà l’anno delle collaborazioni. “Mutter der Erde” ha il titolo in tedesco proprio perché in quel periodo Ursus era in contatto con Jutta Nienhaus, la cantante nota, come dici, per la sua appartenenza al gruppo Analogy e per aver partecipato al disco “Sulle Corde di Aries” di Franco Battiato. Purtroppo la morte la coglierà prima di riuscire a concretizzare la collaborazione. Tutte le idee di voci cantate e recitate in tedesco che avrebbero dovuto apparire sul disco sono rimaste sulla carta. Il disco ha comunque usufruito della sua spinta emotive, seppure abbia dovuto fare a meno della sua voce, della sua preparazione, della sua estrema gentilezza e disponibilità: Nel disco hanno però contribuito altre personalità di spicco della musica: Simona Colonna, cantante e violoncellista che ha partecipato agli ultimi due Premi Tenco, qui presente in veste di flautista; Stefania Priotti, viellista specializzata nella reinterpretazione della musica trobadorica, di cui è grande esperta; e infine Rita Tekeyan, cantante libanese di origine armene con la quale abbiamo condiviso l’amore per la musica della sua terra e l’odio generalizzato per la guerra, assurda e ingiusta, senza mai uno straccio di giustificazione. Nel disco abbiamo deciso di interpretare un brano storico del compositore armeno Komitas.

Infine, nel 2021 è uscito “…e continuerò ad esistere”, un album a mio avviso molto profondo che ho trovato vicino al vostro spirito degli esordi. L’ho trovato a tratti molto toccante e spirituale, quasi un volervi rinchiudere in voi stessi dopo un periodo (vedi la pandemia del Covid) particolarmente difficile. Sei d’accordo con questa mia disamina?
Sicuramente influenzato dal periodo infausto che l’Italia e il mondo intero hanno subito a causa di una sciagurata interpretazione delle modalità di contenimento della pandemia nata dal Covid, il disco ha trovato probabilmente le sue punte più alte nei momenti di intimità. Benché tornati quasi nella totalità del lavoro alla forma canzone, ho notato, nei giudizi apparsi sulle riviste e in Rete, una difficoltà maggiore rispetto ai dischi precedenti a intuirne alcuni perché e le più sottili influenze. Personalmente credo che con questo Lp i No Strange abbiano toccato la loro forma più alta, più sincera, più ispirata. Difficilmente credo che riusciremo, senza cambiare in qualche modo rotta, a superare questo livello.
In questi ultimi giorni sta uscendo il cd “Quaderno delle poesie elettroniche ultraterrene”, un mio lavoro solista di musica elettronica e sto anche collaborando a un progetto di canzoni molto particolari con la violoncellista, flautista e cantante Simona Colonna; in ogni caso sembra che il mondo No Strange si sia in qualche modo rianimato da queste mie nuove uscite e collaborazioni e stia prendendo forma proprio questo cambiamento di cui accennavo. Tendete le orecchie!

Discografia
 Trasparenze e suoni (Toast Records Italy, 1985)
 L'Universo (Toast Records Italy, 1987)
 Flora di Romi (Toast Records Italy, 1991)
Cristalli sognanti (Psychout Records Italy, 2011)
 Armonia vivente - tra analogie e contrasti (doppio LP, Psychout Records Italy, 2014)
Universi e trasparenze (10 pollici, Psychout Rec. - Area Pirata Italy, 2015)
 Il Sentiero delle Tartarughe (Psychout Records - Area Pirata Italy, 2017)
 Mutter der Erde (Psychout Records - Area Pirata Italy, 2019)
…e continuerò ad esistere (Psychout Records - Area Pirata Italy, 2021)
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