Renato Zero

Renato Zero

La favola sua

intervista di Claudio Fabretti
Ritorno alla Zerofollia

“Zero era diventato troppo invadente, l'ho dovuto rimettere a posto. Ma ormai dormiamo nello stesso letto e usiamo lo stesso rasoio. Devo tutto a lui, mi ha strappato a 15 anni dalla noia, facendomi cambiare vita”. È un compleanno per due, quello che Renato Zero festeggia con il suo nuovo disco. Da un lato l'uomo, Renato, 69 anni pieni di gioie e cicatrici. Dall'altro Zero il folle, il suo alter ego artistico, incorreggibile maestro di stravaganza, trasformismo e trasgressione. Un titolo non casuale, quello del suo nuovo album, che l'artista romano celebra all'Auditorium, in compagnia di giornalisti e fan. Tredici canzoni in cui Renato Fiacchini si guarda allo specchio raccontando il suo presente e ripensando con una punta di nostalgia al glorioso passato: il Piper, le piume di struzzo, gli abiti tutti lustrini e paillettes.
Oggi però rivendica il suo essere “portatore sano di coraggio”, affrontando senza giri di parole alcune delle questioni d'attualità più calde. A partire dalla dipendenza dalle tecnologie e dai social: “A Facebook preferisco il citofono” - sintetizza da par suo, mani giunte sul microfono e occhialoni da sole glitter, ammonendo: “Ai concerti non violentate le vostre pupille dentro quei quadratini, guardate lo spettacolo con i vostri occhi, non attraverso i telefonini”. Quindi inciampa su “Sara Ferragni”, modello da emulare e superare. E a chi gli ricorda che in realtà si chiamerebbe Chiara, replica beffardo: “Vedi, noi della giungla non siamo aggiornati...”.

Che disco è “Zero il folle”?
È un lavoro di totale onesta e umiltà. Phil Palmer, Trevor Horn e Alan Clark mi hanno riportato a una Londra del passato, al Marquee sentivo dei buoni gruppi… Oggi ringrazio il pubblico. Ho fatto tante esperienze, recentemente ho lavorato con Tim Burton per un doppiaggio. Questo cambiare pelle è la formula migliore per offrire a se stessi l’intercambiabilità di un mestiere. Comunque è soprattutto un disco fatto da musicisti: ho seppellito ieri mattina Pro Tools. Aveva un po' rotto il cazzo. I dischi non si fanno a casa, davanti a uno specchio.

Renato ZeroNel tuo canzoniere ci sono corsi e ricorsi storici. Come quello dei famigerati spermatozoi, che erano “l'unica forza, tutto ciò che hai” (“Il cielo”) e che ora sono destinatari di un appello pressante: “Coraggio, sveglia, un sesso più decente e molto meno inconcludente” (“La culla è vuota”). La natalità, per te, rimane un valore essenziale?
Intendiamoci, non voglio certo le catene di montaggio e non si può pensare di ripopolare facendo figli per poi abbandonarli al loro destino. Ma la procreazione è un modo per garantirsi una continuità. Io nel mio piccolo ho adottato Roberto, che mi ha fatto nonno di due nipoti.

È però un attimo slittare nel terreno scivolosissimo dell'aborto… Puoi precisare meglio su questo punto?
Attenzione: non mi sento di puntare il dito contro le donne che abortiscono, ad esempio in casi di violenza o in altre situazioni critiche. Però non può essere utilizzato come anticoncezionale, tutto qua. Il mio è un messaggio positivo, non vuole assolutamente tramutarsi in critica moralizzatrice.

Del resto, fare la morale non è mai stata la tua specialità…
Figuriamoci, sono un peccatore eccellente, uno che non si aspetta certo un trattamento speciale dai piani superiori. Mi ricordo già a 18 anni pieno di curiosità e voglia di sfogarmi, andando a scoprire gli anfratti dell'anatomia. Oggi invece si sfogano a 60 e divorziano a 70…

In questo tuo perenne trasformismo, quale resta il tuo punto fermo?
Cambiare pelle ogni volta è la formula migliore perché il nostro non è un mestiere come gli altri. Ma ci sono sempre delle certezze. Ad esempio, non diventerò mai conservatore, sono uno che ha voluto uscire dagli schemi, ho mandato affanculo la borghesia da ragazzo e non mi sono mai pentito. E tutto questo lo ottieni se sei portatore sano di coraggio, quel coraggio che mi ha regalato Zero il folle. Come scrivo nel disco, "Folle è chi sogna, chi è libero, chi provoca, chi cambia".

Nel tuo mirino, oltre ai soliti bigotti, sono finiti di recente anche gli opinionisti da poltrona. Tipo quelli che attaccano Greta Thunberg…
Ma sì, se una bimbetta  si permette di alzare il dito per dire: non voglio morire intossicata, voglio un mondo sano dove crescere, ecco, non lo trovo scandaloso. Eppure sui social network le rivolgono insulti che non meriterebbe neanche un politico!

C’è qualcosa che ti fa paura?
Mah, ormai alla mia età non ho più paura neanche della morte. Del resto, sono morto tante volte... Ora però penso agli amici che mi hanno lasciato: Lucio Dalla, Ivan Graziani, Mango. Sono amici che rappresentano un vestito che indosso costantemente. Sono stati messaggeri di complicità e stimolazione. Dedicare a loro “Quattro passi nel blu” è stato un atto dovuto.

(1° ottobre 2019)


***
 

Zero a Zerovskji

“Il pop mi stava stretto. Così ho guardato alla musica sinfonica, alle melodie della lirica. E mi sono allargato: sarò nei teatri con un'orchestra di 61 elementi, 30 coristi e 7 attori”. Di questo show totale, Zerovskij... solo per amore è l'antipasto su cd, a suggello dei cinquant'anni di carriera di Renato Zero. Lo contattiamo al telefono per una chiacchierata senza fronzoli, in cui ci togliamo reciprocamente un po' di sassolini dalle scarpe.

Chi diavolo è Zerovskij?!
Ho giocato sull'omaggio a una patria della lirica, la Russia, e così Zero è stato coniugato in Zerovskij.

E nello show che cosa succede?
Ci saranno anche altri brani e i sette attori impersoneranno Adamo ed Eva, la vita, la morte, odio, amore e il tempo. Sentiremo le loro impressioni sulla vita di oggi.

In “Ti do i voli miei” ti definisci “anima controvento” nel “viavai di noia e mediocrità”. Che cosa, in particolare, ti annoia?
Io prima mi sentivo solo per le piume di struzzo, per la mia diversità. Oggi mi ritrovo solo nel cercare risposte a questa noia, spia di un malessere sociale. Se non scattano entusiasmi, si vive male.

Non ci sono altre anime controvento?
Ne vedo poche. Ma si può ancora attingere a testimonianze importanti. Penso all'attualità di Pasolini, di Kerouac, al percorso visionario e amaro di Dario Fo e Franca Rame. Forse abbiamo avuto troppi genii tutti insieme, in un paio di decenni.

A proposito di piume di struzzo, come va con la comunità gay?
Abbiamo superato le incomprensioni, se Dio vuole.

Renato ZeroEra paradossale, in effetti. Ricordo che il 45 giri “Mi vendo”, all'epoca, scandalizzava le mamme benpensanti dei miei compagni di scuola delle Elementari…
Il mio percorso parla per me. Non facciamo l'errore di chiedere alla Gioconda perché sorride. Ho sempre combattuto contro le discriminazioni, contro atteggiamenti ingiusti e feroci verso una certa tipologia di persone. Ma siamo sette miliardi di persone, è impossibile mettere d'accordo tutti e ci sarà sempre qualcuno pronto a fraintenderti.

Dopo cinquant'anni di carriera, quanto ti senti cambiato?
L'albero ha tanti rami e tante foglie. Ma se c'è un progetto di fondo, cambiare significa solo arricchirsi. Sono rimasto me stesso, ma sono anche in pace con il mondo.

È questa la differenza?
Quando vieni ignorato, o ti chiudi e diventi cibo per l'analista, o prendi un'arma e fai fuori qualcuno, o ti vesti da clown, saluti da una mongolfiera, ti fai prendere in braccio da un orso polare. Oggi sono riuscito ad avere visibilità e un peso specifico nella vita di molti italiani.

Che cos'è la “Putti & Cherubini Spa”?
Lo vedrete nello show. È una società “Solo per amore”, un modo di garantire al padreterno un mio impegno ancora più forte a favore dei più deboli.

Come vedi la musica italiana di oggi?
C'è un po' di insicurezza, rispetto agli anni 70. Abbiamo perso Lucio Battisti, Fabrizio De André, Lucio Dalla, Pino Daniele... colleghi che erano uno stimolo per i giovani. Io ho quasi 67 anni e sono ancora qui con il mio entusiasmo, ma la loro assenza pesa.

Il tuo primo 45 giri, “Non basta sai”, era prodotto da Gianni Boncompagni, che ricordo hai di lui?
Era una forza della natura, un innovatore. Ha avuto intuizioni come me, come Nicoletta (Patty Pravo, ndr) e tanti altri.

A proposito di innovatori scomparsi, ce lo puoi finalmente confessare: il David Bowie glam t'ha influenzato?
Mah, dite sempre tutti questa cosa… Se scoppia un temporale a Piazza del Popolo lo sanno tutti, se scoppia a Roccasecca non lo sa nessuno. Il fatto che io fossi Bowie prima di lui lo sanno quelli che mi hanno frequentato a Piazza Navona. Bowie lo apprezzo molto, ma in quegli anni questa ricerca edonistica, l'idea di rappresentarsi a 360 gradi, era nell'aria. Anche tra gli hippy, non si facevano tutti le canne, c'era chi leggeva. Io invece ho prediletto la chitarra.

Qual era il tuo obiettivo, alla fine?
L'arte a tutto tondo, ho sfiorato anche Brecht con “Il Carrozzone”. E poi lasciare partiture che cantassero anche a distanza di 20 anni: da “Il Cielo” a “I migliori anni della nostra vita”, da “Amico” a “Più su”, alla fine penso di esserci riuscito. Perché se resti soltanto inchiodato nel juke-box, 'ndo vai?

Di tutte queste canzoni, ce n'è una che senti più tua di tutte?
Sì, la prossima.

(12 maggio 2017)

(Interviste originariamente pubblicate, in versione ridotta, sul quotidiano Leggo)



Discografia
 No! Mamma, No! (Rca, 1973)
 Invenzioni (Rca, 1974)
Trapezio (Rca, 1976)
Zerofobia (Rca, 1977)
Zerolandia (Zerolandia/Rca, 1978)
EroZero (Zerolandia/Rca, 1979)
 Tregua (Zerolandia/Bmg, 1980)
 Icaro (live, Zerolandia/Bmg, 1981)
 Artide Antartide (Zerolandia/Bmg, 1981)
 Via Tagliamento 1965/1970 (Zerolandia/Bmg, 1982)
 Calore (Zerolandia/Bmg, 1983)
 Leoni si nasce (Zerolandia/Bmg, 1984)
 Identikit Zero (live, Zerolandia/Bmg, 1984)
 Soggetti smarriti (Zerolandia/Bmg, 1986)
 Zero (Zerolandia/Bmg, 1987)
 Voyeur (Zerolandia/Bmg, 1989)
Prometeo (live, Zerolandia/Bmg, 1991)
 La coscienza di Zero (Zerolandia/Bmg, 1991)
 Passaporto per Fonòpoli (Zerolandia/Bmg, 1993)
 Quando non sei più di nessuno (Zerolandia/Bmg, 1993)
 L'imperfetto (Fonopoli/Sony, 1994)
 Sulle tracce dell'imperfetto (Fonopoli/Sony, 1995)
 Amore dopo amore (Fonopoli/Sony, (1998)
 Amore dopo amore - Tour dopo tour (live, Fonopoli/Sony, 1999)
 Tutti gli Zeri del mondo (Fonopoli/Sony, 2000)
 La curva dell'angelo (Tattica/Sony, 2001)
 Cattura (Tattica/Sony, 2003)
 Figli del sogno - Live 2004 (live, Tattica/Sony, 2004)
 Il dono (Tattica/Sony, 2005)
Renatissimo! (3cd, antologia, Epic/Sony BMG, 2006)
 Doppio Zero (2 cd, antologia, Epic/Sony BMG, 2007)
 Zero Infinito (antologia, RCA/Sony BMG, 2008)
 Presente (Tattica/IndipendenteMente, 2009)
 Segreto amore (Tattica/IndipendenteMente, 2010)
 Amo Capitolo I (Tattica/IndipendenteMente, 2013)
 Amo - Capitolo II (Tattica/IndipendenteMente, 2013)
 Alt (Tattica/IndipendenteMente, 2016)
 Arenà - Renato Zero si racconta (live, Tattica/IndipendenteMente, 2016)
 Zerovskij - Solo per amore (Tattica/IndipendenteMente, 2017)
 Zerovskij - Live (live, Tattica/IndipendenteMente, 2018)
 Alt in tour (live, Tattica/IndipendenteMente, 2018)
 Zero Il Folle (Tattica/IndipendenteMente, 2019)
 Zerosettanta (Volumetre) (Tattica/IndipendenteMente, 2020)
 Zerosettanta (Volumedue) (Tattica/IndipendenteMente, 2020)
 Zerosettanta (volumeuno) (Tattica/IndipendenteMente, 2020)
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