L’apertura porte avviene con molta tranquillità, la gente presente è ancora poca, ma alla vista del ricchissimo banco del merchandising dai prezzi molto onesti e interessanti, il gruppo va subito ad appollaiarsi tutto intorno. Difficile riuscire a vedere qualcosa, e pensare di farlo con calma all’uscita sarà un’impresa ancor più titanica.
L’opening act consiste in un set in solitaria, tra ambient e drone, dell’ex-Swans Norman Westberg. Il chitarrista alza gradualmente il livello dei decibel, per abituare i pochi presenti a ciò che li attenderà a breve. Due darkettoni in prima fila chiudono gli occhi concentratissimi per ascoltarlo, come in una sorta di rito di adorazione, ma all’ennesima rimestata di console/pedaliera, a chi scrive tende a calar sensibilmente la palpebra. Per quanto relativamente potente a livello di sound, nel suo lungo flusso di coscienza riesce ad attirare l’attenzione quando finalmente accenna a suonare la chitarra e fa concretamente qualcosa, come in “After Vacation” o in un paio di passaggi appartenenti a brani del suo ultimo lavoro “First Man In The Moon”, risalente al 2021.
Al termine della performance di Westberg la sala si sta ancora riempiendo, e poco dopo le 21, a teatro ormai gremito, la band di Michael Gira fa il suo ingresso in scena accolta da un calorosissimo applauso, il primo dei tanti.
L’apertura è riservata alla title track del nuovo disco, ”The Beggar”, sulle note di una chitarra acustica che cresce e si trasforma in una vorticosa tempesta sonora invocata dal frontman, che agita le braccia in maniera concitata e recita, con il tono salmodiante che lo contraddistingue, un sermone che parla di un amore divino e crudele. Magistrali fin da subito gli interventi calibrati del batterista Phil Puleo e le sferzate abrasive del chitarrista Kristof Hahn. Michael fa cenno al pubblico in platea di avvicinarsi al palco durante i ritmi ipnotici di “The Hanging Man”, traccia appartenente a “Leaving Meaning”, e lì sovviene subito una domanda: ma come fanno la maggior parte delle persone presenti a resistere sotto palco senza tappi per le orecchie? Non sembra importargliene minimamente mentre si lasciano trasportare, calamitati dalle ritmiche di Puleo, del percussionista Larry Mullins, dei bassisti Dana Schechter e Christopher Pravdica, e i sussulti e gli ululati di Gira. Only the brave, letteralmente, considerato che i decibel sono destinati ad aumentare ancora vertiginosamente con i passaggi strumentali tra noise e post-rock della solenne e corale “Ebbing”.
La cupissima e distorta “The Memorious” vede protagonisti i bassi di Pravdica e Schechter, ed è in quel preciso momento che, nonostante i tappi, si verifica la possibilità di percepire totalmente la potenza del gruppo. Le vibrazioni emesse dai loro strumenti diventano quasi tangibili (e soprattutto visibili a occhio nudo), rimbombando dentro il petto degli spettatori e giocando con i loro organi interni. Le arie si placano momentaneamente con l’ottima, riflessiva e già nota “Cathedrals Of Heaven”, molto più netta e definita rispetto alla sua versione in studio, per poi alzare ancora progressivamente i toni con gli squarci di chitarra del trionfo amaro e tinto di scuro “No More Of This”, chiusura di “The Beggar”, e infliggere il colpo finale con la mostruosa e colossale “Cloud Of Unknowing/Birthing”, conclusasi tra applausi scroscianti pienamente meritati.
Quello della band è un arrivederci alle due date novembrine a Foligno e Milano, ma anche a tappe future di nuovo nella stessa Bologna, città che nei tour dei maestosi (e diabolici) Cigni non è praticamente mai mancata. Dopo due ore piene di show, incantati e turbati al contempo, è il momento di gettarsi a capofitto di nuovo sul merch, o almeno vale la pena provarci, perché dopo pochi minuti un sorridente e cordiale Mr. Gira fa capolino per un bagno di folla, stabilendosi al banco espositivo per qualche scatto con i fan e tanti, ma davvero tanti, autografi.
Un concerto degli Swans ti entra nell'anima, lascia sensazioni incredibili, impossibili da descrivere, e un segno indelebile… Anche indossando i tappi per le orecchie.