16/07/2025

Black Keys + Jet

Rock In Roma, Ippodromo delle Capannelle


Anche quest’anno il Rock In Roma ha garantito una serie di serate a quella che canonicamente viene riconosciuta come “musica rock”, tanto per contrastare le contestazioni avanzate da coloro che accusano la rassegna capitolina di aver abdicato al proprio ruolo originario, ospitando troppo spesso eventi che poco hanno a che fare con il proprio nome. L’edizione 2025 ha avuto i Fontaines Dc, con Shame come opening band, e parliamo di due fra le rock band più importanti e amate degli ultimi anni, chiuderà il cartellone il primo agosto con gli Smashing Pumpkins, un nome storico degli anni Novanta e mercoledì 16 luglio ha ospitato sul proprio palco due formazioni ormai canonizzate: Black Keys e Jet.
Per chi non è più giovanissimo potrebbero sembrare ancora gruppi non dico “emergenti”, ma relativamente giovani, e invece gli anni passano inesorabilmente: calendario alla mano, parliamo di due progetti che sono in pista ormai dal cambio di millennio, e che fanno parte a pieno di titolo di quello che oggi potremmo classificare come “classic rock”.

Un’ora e mezza solida e divertente, quella dei Black Keys, aperta da Dan Auerbach e Patrick Carney, i due titolari del prestigioso marchio, da soli sul palco per le prime tre canzoni, “Thickfreakness”, “The Breaks” e “I’ll Be Your Man”, poi raggiunti dagli altri quattro musicisti che li accompagnano in questo tour: chitarra ritmica, basso, tastiere e percussioni. In sei sul palco producono un campionario di suoni e sfumature che rende più pieno il suono del duo, e da lì parte una sequenza di canzoni che hanno garantito ai Black Keys l’ingresso fra le band di riferimento del circuito alt-rock degli ultimi 25 anni, ponendoli – a pari merito con i White Stripes – come esempio da seguire per chi intenda suonare musica come duo chitarra-batteria (in Italia hanno preso appunti in maniera egregia Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio, alias Bud Spencer Blues Explosion).
Pochi fronzoli, un sound ormai divenuto riconoscibilissimo, sporco il giusto e decisamente efficace. “Gold On The Ceiling” e “Fever” sono solo un paio fra le tracce più popolari proposte questa sera, per una scaletta composta pescando dal maggior numero possibile di album pubblicati in carriera, il prossimo, “No Rain, No Flowers” (dal quale vengono presentati un paio di estratti già diffusi come singoli), sarà il numero tredici. C’è il momento lisergico, vagamente pinkfloydiano, “Weight Of Love”, il momento cover, con la riproposizione di “On The Road Again” dei Canned Heat, ma soprattutto rock-blues metropolitano a quintali e tanta energia, con il pubblico in estasi a ballare per tutto il tempo. Si chiude con due super classici, “Little Black Submarines” e “Lonely Boy”, per un’ora e mezza esteticamente e formalmente perfetta.

I Black Keys ormai sono una certezza, e tornano al Rock In Roma dopo un’assenza di undici anni. E’ un ritorno anche quello di Nic Cester, che nell’estate del 2017 suonò qui con i Milano Elettrica in apertura ai Kasabian e ora si riaffaccia con quello che resta il suo progetto di maggior successo, i Jet, la band che lo fece conoscere nel 2003 grazie a “Get Born”, un disco rimasto una pietra miliare dell’epoca, contenente diverse hit che questa sera hanno trovato il giusto posto in scaletta, in particolare le amatissime “Look What You’ve Done” e l’evergreen “Are You Gonna Be My Girl”, che hanno caratterizzato la parte centrale del set.
Qualche estratto anche dai successivi “Shine On” (2006) e dal meno brillante “Shaka Rock” (2009) completano una scaletta arricchita dalla cover dei connazionali australiani Ac/Dc, “It’a A Long Way To The Top”, e dal nuovo singolo “Hurry Hurry”. Leggermente penalizzati dalla limitata potenza dell’impianto, che con tutta probabilità deve assicurare maggior spinta alla band principale, i Jet chiudono con un’altra acclamatissima cover, questa volta del “nostro” Lucio Battisti, “Un’avventura”. Se la giocano bene, con la giusta furbizia, sottolineata anche dalla scelta del bassista di esibirsi indossando la maglietta della Roma, quella con il 10 di Francesco Totti. Tanto per conquistarsi i favori della parte del pubblico di fede giallorossa.