11/02/2026

Anna Von Hausswolff

Santeria Toscana 31


In tutta onestà, nutrivo forti dubbi nella scelta della location (Santeria Toscana) per la tappa milanese del tour Iconoclasts di Anna Von Hausswolff. Avrei dato per scontata la scelta di un luogo di culto corredato da un monumentale organo a canne, ma è bastato uno scambio di opinioni frettolose con il mio amico melomane per essere presenti al ghiotto evento; come rinunciare alla possibilità di ascoltare dal vivo il mio disco dell’anno 2025? Devo invece ammettere che, grazie a un ottimo trattamento acustico, delle corrette regolazioni audio e un gremito parterre, il luogo si è dimostrato pienamente all’altezza dell’evento. Ma andiamo con ordine...

Ore 20,30, sul palco si presenta la giovane producer Mare accompagnata da una chitarra elettrica, proponendo brani editi e inediti. Il pubblico apprezza la performance anche se il pensiero è già proiettato a quello che succederà a breve.
Ore 21,30 nella nebbiosa oscurità del palco si stagliano sei sagome che vanno ad occupare le loro posizioni predestinate, la fata di Goteborg avvolta in un pellicciotto nero e gonna lunga al centro della scena, attorniata dai suoi preziosi strumenti, dove spicca un curioso organo portativo a canne. Effetti luminosi ridotti all’essenziale chiudono la coreografia. A rompere il ghiaccio ormai bollente ci pensa lo special guest Otis Sandsjo con “Consensual Neglect”, che grazie ai suoi virtuosismi incanta tutti: un vero Jimi Hendrix del sax, trampolino di lancio per la bellissima “Facing Atlas”, dove entra in gioco la voce inarrivabile della dea svedese che ammalia gli astanti. Segue un’apparente tranquillità con il duo “The Mouth”/“The Whole Woman”, dove si perde la percezione del tempo che scorre lento e inesorabile, vera estasi ipnotizzante.

Anna Von Hausswolff - Live a Milano


Ma la calma dura poco. Una sezione ritmica trattenuta risveglia gli animi con “The Iconoclast” e “An Ocean Of Time”, la musa scandinava si muove con fare sinuoso, cantando in modo divino. I sismografi rilevano uno dei momenti più intensi e movimentati della serata, merito del brano “The Mysterious Vanishing Of Electra”, tratto da quel capolavoro di “Dead Magic”: Anna imbraccia la sua Fender per dar man forte al resto della combriccola, urla ultraterrene si innalzano dal girone dantesco. Ma ecco che arriva uno dei momenti più toccanti del concerto con la bellissima “Aging Young Women”, dove la svedese intona note angeliche facendosi apprezzare anche su tonalità più basse. Oltre alle sue indiscusse capacità di compositrice e musicista, questa sera scopriamo anche la sua simpatia: Anna elargisce generosi sorrisi e frasi stentate in italiano, confermandosi una vera antidiva.

Anna Von Hausswolff - Live a Milano


Ancora un paio di brani tratti da “Dead Magic” e “Ceremony”, una brevissima pausa per tirare il fiato e affilare gli strumenti e tutto è pronto per il gran finale che tutti attendono con il brano “Struggle For The Beast” con i fortunati presenti in delirio e il folletto norreno che salta indemoniata come una molla caricata da un pubblico stordito ormai fuori controllo. Grandissimo finale degno di uno straordinario disco e di un magnifico concerto. Il gruppo si congeda ringraziando, Anna Von Hausswolff elargisce baci per tutti. Una serata indimenticabile.