HIS NAME IS ALIVE - Detrola

2006 (Reincarnate music)
alt-pop, jazz-pop

Warren Defever è personaggio carismatico e dalle forti

ambizioni. Passeggia tra i generi con una disinvoltura invidiabile, alla ricerca

di una sintesi tra vecchio e nuovo che fa apparire ormai lontanissimi i tempi

dell’inquieto “Livonia”. Oggi se ne esce con un lavoro (il primo dopo

l’abbandono della 4AD) in cui non smentisce la sua fama di eccentrico,

consegnandoci un disco gradevole e a suo modo raffinato, anche se non del tutto

convincente.

Lo vediamo all’opera, indaffarato, mentre imbastisce

canzoni come fossero puzzle in cui ogni tassello si porta dietro un po’ del suo

mondo privato e delle sue passioni musicali. Certosino, lavora con cura, sembra

non lasciare niente al caso, ma non sempre l’ispirazione asseconda le sue

scelte. Se la “Introduction” accarezza tinte psichedelico-spaziali, con “After I

Leave U” siamo già in territorio pop, ma dall’anima electro e dal respiro

profondamente alieno (in “In My Dreams”, invece, prevarranno tinte moderatamente

malinconiche). Il mood jazzato di “I Thought I Saw” diffonde una

contagiosa sensazione di elettricità, mentre “*C*A*T*S*” fonde la pulsazione

sintetica con un senso di misteriosa ipnosi. Un respiro di morbida evanescenza

si avverte anche dietro l’esile struttura di “Your Bones”, in cui ancora

gravitano essenze jazzy dentro un fondale appoggiato su di un luccichio di

synth.

Ma, ormai, lo sappiamo: Defever ama confondere le carte in

tavola, muovendosi su più livelli e facendo perdere spesso la bussola delle

emozioni. Bisogna, quindi, abituarsi a un continuo rinfrescarsi di idee e

soluzioni musicali. Che, poi, a dirla tutta, è anche cosa che ci permette di

mantenere desta l’attenzione. E’ diletto puro, allora, dondolare il capo sulla

cadenza vagabonda di “You Need a Heart” o sull’arioso pop-jazz di “Get Your

Curse”. Le voci di Erika Hoffmann, Andrea FM e Lovetta Pippen si alternano con

grazia lungo i brani, muovendosi tra picchi angelici, abbandoni ironici e un

cantilenare contagioso.

Una tavolozza stracolma di colori, ma in cui a

prevalere sono soprattutto le sfumature con cui le varie tonalità si

(con-)fondono. Un bignami post-moderno di generi e stili, di facile lettura e

gradevole compagnia. Capace anche di farci scuotere un pochettino nell’r&b

di “Seven Minutes”, tutto lustrini sintetici e scodinzolamenti free-jazz (il sax

mordi-e-fuggi di Matthew Bauder)”. Insomma, un bel mucchio di carinerie, fino

all’apoteosi romantica della tenera ballata folk-blues di “Send My Face”,

giocherellona – ma con garbo e timidezza – nel suo sfiorare il cuore.

20/12/2006

Tracklist

  1. 1. Introduction
  2. 2. After I Leave U
  3. 3. I Thought I Saw
  4. 4. In My Dreams
  5. 5. *C*A*T*S*
  6. 6. Your Bones
  7. 7. You Need A Heart
  8. 8. You And Me
  9. 9. Get Your Curse
  10. 10. Seven Minutes
  11. 11. Send My Face

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