Ed eccoci qui, ancora una volta pronti a tessere le lodi della band più alticcia e amabile della scena garage-rock, alle prese con l’album più immediato e fruibile della propria carriera. Con “Gained/Lost”, i Wave Pictures provano a capitalizzare una formula da sempre vincente, apprezzata dai critici ma non sempre baciata dal grande successo.
Candore e appassionata nostalgia restano le armi migliori del trio di Wymeswold. La lunga lista di richiami – dal jangle pop al glam, dalla psichedelia al blues – contribuisce ancora una volta a tenere salda l’attenzione, senza mai restare imbrigliati nel citazionismo. Meno ruvidi e taglienti (come in “Sparklers”) e insolitamente sentimentali (“Faded Wave Pictures T-Shirt”), i tre musicisti continuano a giocare sull’effetto naïf delle loro elaborazioni strumentali e sulle trasandate e colloquiali performance vocali di David Tattersall, questa volta incline a molti duetti con la voce femminile di Holly Holden.
Che “Gained/Lost” sia l’album più strutturato della formazione è evidente già dalle prime note di “Alice”, una ballata pop-rock vibrante e malinconica al punto giusto da condensare, in meno di quattro minuti, un fantasioso spirito rock’n’roll, un assolo chitarristico accattivante e la giusta dose di emotività.
Peccato che a tanta magia faccia seguito un campionario altalenante di canzoni, dove a volte prevale una piacevole genericità (“Sure & Steady”), ma anche un’aridità compositiva che va di pari passo con un suono più robusto (“You’re My Patient Now”). Il surrealismo lo-fi della band offre una spalla a brani dai tratti dilettevoli in ”The House Painted Blue” e trova la giusta nemesi nella vertiginosa “Samuel”, ma mostra anche i limiti del timido passaggio da band di culto a formazione più tipicamente indie-pop (“The Past Comes Back To Haunt Me”).
La loro musica sembra funzionare meglio nella dimensione confusa e alticcia delle prove passate; bisogna infatti attendere l’esuberante assolo della più sofferta “Orange Fire” o il candore dall’intenso risvolto emotivo dell’ultima traccia, “Worry Anymore”, per riassaporare quella sensuale anarchia creativa che ne ha caratterizzato il percorso artistico.
Resta la sensazione che i Wave Pictures rimangano una sana alternativa a molta musica indie-rock contemporanea. Per quanto “Gained/Lost” sia un disco amabile e sincero, difficilmente cambierà le sorti del gruppo. Autoprodotto e registrato dal vivo in sette giorni, accompagnato da una copertina che cita il capolavoro dei Rolling Stones “Exile On Main Street”, l’album non trova la giusta sintesi tra estemporaneità e solidità della scrittura.
Tattersall e soci sembrano destinati al ruolo di perenni outsider, capaci comunque di regalare canzoni di purissima e onesta fattura. Per quanto stimolante e ambizioso, “Gained/Lost” non aggiunge molto alla storia del gruppo inglese.
14/07/2026