Sesso, droga e pop'n'roll. I
Duran Duran non si sono fatti mancare nulla, come rivela il bassista John Taylor in un’intervista a La Repubblica, a firma di Gianni Santoro, alla vigilia del tour italiano che partirà dal Circo Massimo di Roma. Oggi, quasi 65enne, Taylor guarda con lucidità a quegli anni vissuti al limite: "Eravamo strafatti, svegli tutta la notte. Siamo stati fortunati a sopravvivere".
La band nasce nel 1978, con Taylor e Nick Rhodes, poi arriva Simon Le Bon e il successo mondiale. In piena
new wave, i Duran Duran incarnano l’estetica degli
anni 80, unendo punk e funk: "Mi piacevano sia i
Sex Pistols che gli
Chic", ricorda Taylor. Le fan si dividevano tra "team Simon" e "team John", mentre loro si fidanzavano con modelle: Taylor con Renée Simonsen, Le Bon con Yasmin Parvenah (sua moglie da quarant’anni).
Nel libro autobiografico "Nel ritmo del piacere: amore, morte & Duran Duran" (Arcana), Roger Taylor racconta vari aneddoti dei tour, come il libretto con l’età del consenso nei diversi stati americani. "Non era una nostra idea, ma dice molto di quel periodo...". L’Italia è uno dei paesi che non ha mai abbandonato la band di Birmingham, neanche nei momenti difficili. Taylor ricorda il Live 8 del 2005 al Circo Massimo come "una serata caldissima, ma fantastica". E rievoca anche il
Live Aid del 1985, ultima esibizione con la formazione originale per quasi vent’anni: "Era un cast pazzesco, sembrava che la musica potesse davvero cambiare il mondo".
Oggi, in un contesto più diviso, i Duran Duran tornano a riflettere sul ruolo dell’arte. È in lavorazione "Reportage", album registrato vent’anni fa e accantonato, definito da Taylor "il più politico" della band. "Riascoltandolo, molti brani sembrano parlare di oggi. Un pezzo può sembrare su Trump, ma era sulla Gran Bretagna. È curioso come l’arte resti attuale".
Tra le collaborazioni recenti, spicca quella con Victoria dei
Måneskin, già protagonista con loro di una
performance live a
Sanremo 2025: "Ha un’energia incredibile, spero venga a uno dei concerti".
Quella che un tempo era una band "per ragazzine", oggi ha un pubblico molto più variegato. "Lo capisci dal suono della folla. Ora è misto, ed è meglio così", conclude Taylor.
La band britannica sarà a Roma il 15 e 16 giugno 2025, per due date al Circo Massimo. Il 18 giugno sarà la volta della Fiera del Levante di Bari, mentre il 20 giugno saranno
headliner degli i-Days di Milano all'Ippodromo Snai San Siro.
Queste tutte le date di giugno 2025:
- 3 giugno - Nokia Arena di Tempere, Finlandia
- 6 giugno - Royal Arena di Copenaghen, Danimark
- 9 giugno - Sportpaleis di Anversa, Belgio
- 11 giugno - Ziggo Dome di Amsterdam, Olanda
- 15 e 16 giugno - Circo Massimo a Roma
- 18 giugno - Fiera del Levante a Bari
- 20 giugno - I-Days Festival a Milano
- 24 giugno - PSD Dome di Dusseldorf, Germania
- 30 giugno - Malahide Castle di Dublino, Irlanda, con Nile Rodgers & Chic
I fan dei Duran Duran possono aspettarsi una scaletta piena di classici come "Hungry Like The Wolf", "Ordinary World" e "Rio", insieme a nuovi brani dal loro album del 2023 "Danse Macabre".
In carriera, il gruppo inglese ha venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo, consolidandosi come una delle band più influenti e di maggior successo di sempre. Tra i riconoscimenti ottenuti, otto premi alla carriera, due Grammy, due BRIT e due Ivor Novello, uno dei quali per il loro eccezionale contributo alla musica britannica.
Nelle date britanniche e irlandesi, al loro fianco ci sarà lo storico collaboratore Nile Rodgers, che ha lavorato con i Duran Duran sul loro singolo "The Reflex", ma anche su diversi altri brani, e si esibirà con la sua storica band (gli Chic).