2 + 2 = 5
Airbag
Jigsaw Falling Into Place
All I Need
Ful Stop
Nude
Reckoner
The Bends
Separator
Pyramid Song
You and Whose Army?
Sit Down. Stand Up.
Myxomatosis
No Surprises
Optimistic
There There
Exit Music (for a Film)
Street Spirit (Fade Out)
Let Down
Weird Fishes/Arpeggi
(Nice Dream)
Present Tense
The Daily Mail
Paranoid Android
Everything in Its Right Place
Il secondo show
La seconda serata dei Radiohead a Bologna si apre con “2+2=5”, seguita da “Airbag”. Il suono, inizialmente poco definito, migliora progressivamente nel corso del concerto. La presenza aggiuntiva di Chris Vatalaro rafforza la sezione ritmica, mentre la band trova rapidamente un equilibrio sonoro compatto.
La scaletta prosegue con “Jigsaw Falling Into Place” e “All I Need”, che contribuiscono a scaldare il pubblico. “Reckoner” rappresenta uno dei momenti più significativi della parte centrale del set, seguita da “The Bends”, proposta come omaggio alla prima fase del gruppo. Con “Pyramid Song” si entra nella sezione più atmosferica della serata, caratterizzata da arrangiamenti sospesi e da una forte cura per la dinamica interna dei brani.
La band alterna episodi più intensi a momenti più distesi: “Sit Down. Stand Up.” introduce una svolta ritmica, mentre “No Surprises” riporta per qualche minuto verso una dimensione più melodica. La doppietta formata da “Exit Music” e “Street Spirit” richiama il repertorio più classico della band e chiude la parte principale del concerto.
Nei bis, i Radiohead rientrano con “Let Down”, divenuto negli anni uno dei brani più attesi dal pubblico. “Weird Fishes/Arpeggi” prepara il terreno per il finale, che si concentra sui pezzi più rappresentativi del catalogo: “Paranoid Android”, accolta come un momento collettivo di grande partecipazione, e infine “Everything In Its Right Place”, che conclude la serata confermando il carattere ricercato e insieme accessibile della proposta dal vivo del gruppo.
Le successive due date saranno lunedì 17 e martedì 18 novembre. Dopo Bologna, i Radiohead continueranno il loro tour (il primo dopo 7 anni) a Londra, Copenaghen e Berlino (con 4 date in ognuna di queste città).
Lo spirito del tour
La selezione live, dunque, attraversa l’intera discografia, dagli album più sperimentali come "Kid A" e "Amnesiac" al capolavoro "Ok Computer" e ai più recenti "Hail To The Thief" e "In Rainbows" e all'ultimo lavoro realizzato dalla band inglese, "A Moon Shaped Pool" del 2016, confermando l’approccio non lineare che Yorke e compagni ha consolidato nel tempo.
Gli appuntamenti bolognesi si preannunciano quindi come tappe autonome, con setlist riscritte ogni sera. Per il pubblico, l’attesa non riguarda solo i brani, ma anche l’ordine, gli accostamenti e le sorprese che la band sceglierà di inserire di volta in volta.
In un recente messaggio ai fan, il batterista e percussionista Philip Selway ha spiegato lo spirito con cui la band è tornata in attività: “L’anno scorso ci siamo ritrovati per provare, tanto per farlo. Dopo una pausa di sette anni, è stato bellissimo tornare a suonare i brani e riconnettersi con un’identità musicale che è diventata parte profonda di tutti e cinque noi. Questo ci ha anche fatto venire voglia di suonare qualche concerto insieme, quindi speriamo che possiate venire a una delle prossime date. Per ora saranno solo queste, ma chissà dove ci porterà tutto questo".
Sebbene non pubblichino nuovo materiale dal 2016, i Radiohead sembrano dunque concentrati soprattutto sul piacere di suonare insieme di nuovo. “Non abbiamo pensato oltre il tour,” ha ammesso Thom Yorke. “Siamo solo stupiti di essere arrivati fin qui”. In una recente intervista al Times, il frontman ha poi spiegato i motivi della interruzione dell'attività della band. “Credo che a un certo punto le ruote si siano un po’ staccate, quindi abbiamo dovuto fermarci”, ha raccontato il leader dei Radiohead, ricordando il periodo successivo al tour di “A Moon Shaped Pool” del 2016. “C’erano molti elementi in gioco. I concerti andavano benissimo, ma la sensazione era: fermiamoci ora, prima di finire giù da un dirupo”.
Yorke ha spiegato che lo stop era necessario anche sul piano personale: “Avevo bisogno di fermarmi comunque. Non mi ero mai davvero concesso il tempo di elaborare il lutto”, ha detto riferendosi alla morte di Rachel Owen, sua ex compagna e madre dei suoi figli, scomparsa nel 2016 per un tumore. “Il dolore stava venendo fuori in modi che mi facevano pensare: devo allontanarmi da tutto questo”. Il cantante ha descritto il legame ambivalente con la musica in quel periodo: “La musica può aiutarti a trovare un senso nelle cose, ma dover smettere, anche quando ha senso farlo, perché non stai bene... anche nei momenti peggiori non riesco. Ho bisogno di qualcosa a cui aggrapparmi. Ma ci sono stati momenti in cui cercavo conforto nel suonare il pianoforte e mi faceva male. Fisicamente. La musica stessa faceva male, perché stavo attraversando un trauma”.
Il calendario dei concerti
Il calendario online sul sito ufficiale prevede anche più concerti consecutivi in ciascuna città. Dopo le quattro tappe di Madrid e le due di Bologna, ecco le prossime date:
L’ultimo album dei Radiohead, "A Moon Shaped Pool", risale al 2016. L’anno successivo, la band ha pubblicato una riedizione per il 20º anniversario del fondamentale Lp "OK Computer", intitolata "OKNOTOK 1997 2017", e nel 2021 ha rilasciato "Kid A Mnesia", una raccolta per l’anniversario contenente le tracce di "Kid A", "Amnesiac" e materiale inedito. Da allora, però, Yorke si è concentrato su The Smile, progetto che ha creato con Greenwood e il batterista Tom Skinner.