The Cure, Robert Smith: “Ho 65 anni e porto il rossetto, non sono la persona adatta a dire cosa c’è di sbagliato nel mondo”. E attacca Ticketmaster

25-11-2024
L'Irish Times ha dedicato un lungo servizio a Robert Smith dei Cure, in occasione del loro ritorno dopo 16 anni con "Songs Of A Lost World". Il cantante britannico ha confidato ironicamente: “Metto il rossetto, ho 65 anni. Non sono la persona adatta a dire cosa c’è di sbagliato nel mondo”.
Poi ha raccontato di avere "una stanza per la musica a casa" e che il suo sabato sera ideale è "bere qualcosa e fare rumore a tutto volume", aggiungendo che questo è il motivo per cui ha voluto fare parte di una band.
Quindi ha toccato argomenti più gravi: “Penso che sia naturale, invecchiando, sentirsi sempre più disperati per quello che succede, perché hai già visto tutto e vedi ripetersi gli stessi errori. E sembra che stiamo andando indietro”.

Ma Smith non si tira indietro di fronte a una battaglia, come dimostra il suo scontro con Ticketmaster dello scorso anno. Per il primo tour nordamericano dei The Cure in sette anni, Smith era determinato a mantenere i prezzi accessibili, assicurandosi che ogni venue avesse posti a 20 o 25 dollari (19-24 euro) – un costo di ingresso straordinariamente basso per uno spettacolo in arena, considerando che, secondo la rivista di settore Pollstar, il prezzo medio di un biglietto per i 100 tour principali è di 131 dollari. In parte, pensava ai suoi fan più giovani. Anche se non ha figli, “ora ho una famiglia enorme, una famiglia più ampia”, ha detto. “E so quanto lottano semplicemente per vivere”.
Smith, che nei giorni scorsi ha anche polemizzato sul fenomeno del "dynamic pricing" sui prezzi dei biglietti per il tour della reunion degli Oasis, ha rimarcato: “La gente ha paura di irritare Live Nation e Ticketmaster, ma In realtà è davvero bizzarro, perché il potere dell’artista è il potere definitivo”.
Quindi ha confidato tutta la sua gioia per la dimensione live della sua attività musicale: “Quando saliamo sul palco e divento quella persona che canta, sono davvero felice del percorso che abbiamo fatto per arrivarci”.

"Songs Of A Lost World" non è solo il miglior disco dei Cure degli ultimi due decenni, ma ha anche stabilito un nuovo record commerciale negli Stati Uniti per Robert Smith e compagni. L’album ha raggiunto infatti il numero 1 in ben cinque classifiche di Billboard, diventando la prima pubblicazione a riuscirci nell'intera carriera della storica formazione inglese. In particolare, si è issato in vetta alle classifiche Top Album Sales, Vinyl Albums, Top Rock & Alternative Albums, Top Rock Albums e Top Alternative Albums di Billboard. "Songs Of A Lost World" ha anche debuttato al quarto posto della Billboard 200, segnando la miglior posizione della band in questa classifica dai tempi di "Wish", il disco del 1992.
Anche in Europa, "Songs Of A Lost World" sta ottenendo riuscltati commerciali importanti: dopo essere entrato direttamente al n.1 della Uk Chart, con oltre 50.000 copie vendute, il nuovo album dei Cure, ha espugnato la vetta delle classifiche anche in Francia, Svezia, Olanda, Belgio, Germania, Svizzera e Austria, mentre si è piazzato al secondo posto in Italia, al terzo in Irlanda e al quinto in Australia.
Commentando l’accoglienza ricevuta dal disco, Robert Smith ha dichiarato: “È enormemente gratificante e sinceramente commovente ricevere una reazione così meravigliosa all’uscita del nuovo album dei Cure – a tutti coloro che lo hanno acquistato, ascoltato, amato, che hanno creduto in noi nel corso degli anni – GRAZIE!”.

Songs Of A Lost World” è il quattordicesimo album in studio dei Cure e il primo dai tempi di "4:13 Dream" (2008). Un disco concepito in parte dal vivo, durante la tournée mondiale Shows of a Lost World. Cinque brani su otto ("Alone", "A Fragile Thing", "And Nothing Is Forever", "I Can Never Say Goodbye" ed "Endsong") hanno avuto una genesi live e sono stati successivamente rielaborati in sala di registrazione.
"Songs of a Lost World" è stato scritto e arrangiato da Robert Smith, prodotto e mixato da Robert Smith & Paul Corkett e interpretato dai The Cure - Robert Smith: voce/ chitarra/ basso a 6 corde/ tastiera, Simon Gallup: basso, Jason Cooper: batteria/ percussioni, Roger O'Donnell: tastiera, Reeves Gabrels: chitarra. L’album è stato registrato ai Rockfield Studios in Galles.

Robert Smith ha creato il concept della copertina, e Andy Vella, un collaboratore di lunga data dei Cure, si è occupato dell’art design dell’album. La copertina presenta un'immagine di "Bagatelle", una scultura del 1975 di Janez Pirnat.
"Volevo che questo album avesse un’atmosfera. Alcuni dischi dei Cure sono tematici. ‘Disintegration’, ‘Pornography’ o ‘Bloodflowers’ hanno un'atmosfera, un nucleo emotivo. Ecco, mentre scrivevo la musica dell'album, c’era coesione”. Così Robert Smith racconta "Songs Of A Lost World".
Per presentarlo, i Cure hanno tenuto due concerti presso il Bbc Radio Theatre, per poi eseguire integralmente il nuovo disco a Londra, al Troxy, il giorno stesso dell'uscita, in un torrenziale set di tre ore (qui lo streaming integrale).
Per Robert Smith e compagni, dovrebbe arrivare a breve anche il documentario di Tim Pope, annunciato qualche anno fa. “Si farà sicuramente - assicura Smith - è una cosa in corso”. All’orizzonte, dopo quella con Gorillaz, Deftones e Noel Gallagher, ci sarebbe anche un’altra collaborazione al momento top secret.
A partire dal prossimo anno, la band prevede un lungo tour che dovrebbe portarli fino al loro presunto ritiro nel 2029.

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