Jim Kerr (Simple Minds) si scusa per le difficoltà del live a Milano: "Avevo l'influenza, non riuscivo a respirare. Mi avete commosso"

21-04-2024
"La band suona alla grande, io una merda, dovrete aiutarmi", aveva detto Jim Kerr ieri sera durante un tormentatissimo concerto dei Simple Minds al Forum di Assago, ultima data della prima tranche di un tour europeo che a giugno riprenderà toccando nuovamente l’Italia. Il motivo? Lo stato influenzale che ha colpito il frontman della band scozzese, che sul palco si è scusato più volte: "Senza voce ma sempre con il cuore", ha detto Kerr, che ha avuto anche una piccola défaillance durante "Belfast Child", non riuscendo a prendere la nota. Oggi, il leader della band di "New Gold Dream" è tornato a scusarsi in un post diventato subito viralissimo su Facebook: "Grazie al pubblico più generoso, comprensivo e solidale davanti al quale abbia mai avuto l'onore di esibirmi. E quindi a tutti coloro che ieri sera hanno partecipato al concerto dei Simple Minds. Milano, mi avete fatto piangere! Ieri ho passato tutta la giornata a letto e, se avessi seguito le indicazioni del medico, avrei trascorso anche ieri sera a letto - spiega il 64enne Jim Kerr, già acciaccato anche nelle precedenti date francesi di Nantes, Parigi e Clermont Ferrand - con difficoltà a respirare a causa di un'infezione a entrambi i polmoni e una serie di sintomi che mi hanno portato una sensazione di debolezza mai conosciuta prima. Sapevo che la mia voce, faticando a parlare per soli 10 minuti, non ce l'avrebbe fatta. Ma è stata una delle migliori notti della mia vita. Non capita spesso di vedere sia me che Charlie (Burchill) con le lacrime agli occhi. Sono cresciuto a Glasgow in una generazione e un quartiere che hanno insegnato ai ragazzi fin dalla più tenera età che non dovevano mai piangere in pubblico. Beh, ieri sera in tanti modi è stata una di quelle notti eccezionalmente rare!".



In poco più di un'ora e mezza di concerto, durante il quale Kerr ha più volte accennato ai problemi di voce, i Simple Minds - tornati in Italia dopo il tour 2022 che si era concluso all'Arena di Verona - hanno elettrizzato il pubblico ripercorrendo le pagine più celebri della loro carriera, puntando quasi tutto sui pezzi della loro fase di maggior successo, quella che va da "New Gold Dream" (1982) a "Real Life" (1991), lasciando solo le briciole della scaletta al loro periodo di culto di inizio carriera. Dando spazio quindi a hit come "Someone Somewhere In Summertime", "Glittering Prize", "Don't You", "Alive And Kicking", "Sanctify Yourself", "Mandela Day", "Belfast Child", con finestre riservate alla trascinante batterista Cherisse Osei (in line-up dal 2017) e alla vocalist Sarah Brown. I Simple Minds sono attesi nuovamente in Italia da fine giugno, a Roma, Bari, Senigallia e Mantova.