Cristiano De Andre'

Scaramante

2002 (Target Music / Edel) | songwriter

Per lungo tempo oscurato dall’”ingombrante” presenza paterna e, al tempo stesso, indotto a forza verso paragoni impegnativi, Cristiano De Andrè non è il classico cocco immanicato che ha sfruttato il successo di papà per catturare attenzioni immeritate: al contrario, il suo carattere schivo e onesto lo hanno portato, da sempre, ad accettare con serenità il fatto di avere sotto lo stesso tetto un cantautore italiano di talento ancora ineguagliato e ad intraprendere una carriera propria con professionalità e abnegazione. Adesso che Fabrizio rimane, purtroppo, un ricordo sfavillante per molte, moltissime persone, e la passione per i suoi capolavori è, se possibile, ancora più accesa, la figura del figlio involontariamente si è avvicinata un tantino ai riflettori e così “Scaramante”, primo album dell’artista dopo il grande lutto e quinto della sua discografia, ha goduto di inusuali aspettative. Analizziamo dunque quanto esse siano state soddisfatte e perché, cominciando dai pregi.

Come appare evidente sin dal primo pezzo, la cura impiegata in fase di registrazione è davvero lodevole: l’autore, strumentista sopraffino, ha scelto con gusto l’equipe di musicisti con cui affrontare la sua nuova fatica e ha diretto i giochi con una maestria degna dei compositori più maturi. In questo senso, gli accompagnamenti non scendono mai sotto un certo livello, l’interazione fra strumenti di diversa estrazione (una dozzina) è orchestrata con classe e pure il cantato vanta una limpidezza d’esecuzione da far invidia a molti colleghi. Il limite principale intacca, invece, le idee che animano i dieci brani del disco: Cristiano ha scritto ogni canzone sulla falsariga di modelli tradizionali ben precisi, preoccupandosi più di riproporli in veste elegante piuttosto che di rielaborarli nel senso autentico del termine. Il rischio, in casi come questi, è scivolare nella modestia di un manierismo poco interessante, difetto in cui “Scaramante” cade per ben tre volte: “Sapevo il credo” riecheggia i ricordi infantili di New Trolls, Baglioni e Cugini di campagna prendendo a prestito immagini di nessuna modernità; “Fragile scusa”, con i roboanti incisi di chitarra elettrica e, insieme, i sontuosi spalleggiamenti d’archi, tradisce la precisa volontà di vivacizzare uno sbiadito mosaico di luoghi comuni (il ritornello è senza mezzi termini una banalità); “Le quaranta carte” frammischia liberamente Venditti, Alex Britti e il Ligabue di dieci anni fa senza troppo estro.

Quel che bisogna rilevare tuttavia è che, nelle mani di un artista così capace ed equilibrato, anche il più noioso degli stereotipi suona più pregevole di quanto non lo sia strutturalmente. Benchè quindi non si tratti quasi mai di originalità e men che meno di innovazione, quel che importa è che, dove De André junior riesce a liberarsi del fardello della tradizione più facile e scontata, la sua personalità e le sue doti emergono incontestabilmente: tra le cose migliori, i riverberi latineggianti della esperta chitarra solista di “Buona speranza” (suonata da un bravissimo Rocco Zifarelli), la delicatezza dei frequenti inserti di world music (che in “Un’antica canzone” si fanno intriganti effusioni di un’atavica memoria, sposandosi efficacemente con il lieve cantato rauco), le tenere dediche a papà Fabrizio (“Il silenzio e la luce”, ottima chiusa giocata unicamente su un accompagnamento di pianoforte, e “Sempre Anà”, che mutua da “Creuza de ma” la ripresa del dialetto genovese e la presenza del grande Mauro Pagani).

Dal punto di vista tematico, infine, l’album alterna i pungenti pamphlet sociali di tradizione familiare (su tutti “Lady barcollando”, immagine della “vittoria dell’avere sull’essere”) alle riflessioni biografiche di un quarantenne, garbati nella scrittura quanto privi di passi memorabili. Concludendo, se questo doveva essere il disco della maturità accogliamolo con decisa approvazione, tenendo presente, d’altro canto, che in un futuro prossimo il bravo Cristiano potrà senz’altro raggiungere traguardi più ambiziosi.

(26/10/2006)

  • Tracklist
  1. Buona Speranza
  2. Lady Barcollando
  3. Sei Arrivata
  4. Fragile Scusa
  5. Un'Antica Canzone
  6. Le Quaranta Carte
  7. Sapevo Il Credo
  8. Sempre Anà
  9. La Diligenza
  10. Il Silenzio E La Luce
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