Marta Sui Tubi

C' gente che deve dormire

2005 (Eclectic Circus) | rock

A due anni di distanza dal loro debutto "Muscoli e Dei", tornano i Marta sui Tubi con questo "C'è gente che deve dormire" un disco dal titolo allo stesso tempo aggressivo e rassegnato, in cui il duo siciliano (ora allargato a trio, con l'ufficiale ingresso di un batterista) rimane fedele a se stesso, non discostandosi troppo dal disco che li ha eletti al MEI "Gruppo dell'anno 2004".
In questi due anni il gruppo è cresciuto e tanto ha pesato il trasferimento dalla gagliarda Bologna alla scontrosa Milano, dove c'è sicuramente tantissima gente che deve dormire - concetto sottolineato anche dalla copertina del disco - e dove ormai, ammassati come siamo, è facile tenere svegli i propri vicini...
Sempre chitarre acustiche pizzicate, accarezzate o percosse; sempre la voce limpida, sicura, presente e in primo piano e una nuova batteria mai invadente.

Celebrando (o, piuttosto, maledicendo) Milano, l'album si apre con "Via Dante" in cui il trio ha dato appuntamento all'inconfondibile (e immarcescibile) voce di Bobby Solo.
"Perché non pesi niente" è un brano dal ritmo altalenante già collaudato durante gli ultimi concerti tenuti dalla band.
Più tranquilla e intimista, "L'abbandono" in cui un mulinello di cori, seconde voci, violoncello e chitarra acustica alimentano un'atmosfera ipnotica.
Bellissimo il testo di "Una donna e la sua semplicità" per un brano a metà tra il cantato e il recitato.
Ritroviamo la classica forma cantautorale in "31 Lune" e, soprattutto, "Cenere", in cui la voce si impone e sembra prendersela con un timido clarinetto.
"Lilly" è un breve intermezzo che ci prepara alla ben più ritmata e convulsa "Amore amaro", strettamente collegata con la successiva "Ti mento", mentre "La tua argenteria" è la conferma che i Marta Sui Tubi si sono riusciti a costruire uno stile del tutto personale.
Una divertente ghost track ci annuncia un'interessante versione di "Tomorrow Never Knows" dei Beatles per un gruppo che, evidentemente, preferisce restare aperto a ogni evenienza per il futuro.

A collaborare, ospiti e amici: oltre al già citato Bobby Solo, Paolo Benvegnù, Moltheni e il polistrumentista Enrico Gabrielli, già collaboratore di Mariposa e Marco Parente.
Un album difficile, senza un potenziale singolo, che richiede tanta concentrazione e più ascolti per essere apprezzato appieno; eppure, forse, si poteva perfino osare un po' di più.
Sicuramente i fan del primo disco lo adoreranno.

(29/11/2010)

  • Tracklist
  1. Via Dante
  2. Perché non pesi niente
  3. L'abbandono
  4. Una donna e la sua semplicità
  5. Cenere
  6. 31 lune
  7. Lilly
  8. L'amaro amore
  9. Ti mento
  10. La tua argenteria
  11. Tomorrow Never Knows
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