Akron Family

Meek Warrior

2006 (Young God) | space-folk

Torna, sempre su Young God, la meteora più imprevedibile del prewar folk di questi anni.
Beh, parlare di prewar folk, come si fece all’epoca d’uscita dell’esordio omonimo del quartetto, è in realtà sempre più fuorviante e limitativo per la musica degli Akron Family.
A conti fatti, il folk cantautorale di ispirazione più e meno antica continua a costituire buona parte delle fondamenta del suono del gruppo, come dimostrano, anche a questo giro, la rilassante carola di "Gone Beyond" o le atmosfere continentali della delicata "Lightning Bolt Of Compassion".

A dire però di più sulla definitiva natura ibrida di "Meek Warrior" ci pensa soprattutto l’iniziale tempesta di percussioni di "Blessing Force", complessa suite di quasi dieci minuti che alterna con invidiabile indifferenza schiamazzi vocali che si tramutano in melodie riprese da chitarre elettriche asiatiche in perfetto stile Polvo per poi rovesciare il tutto prima in sottili e astrusi ricami acustici e poi in baraonde rumoriste figlie dei Red Crayola, che evolvono in uno stupro radical-impro, con tanto di fiati impazziti fino all’improvvisa chiosa.
La tensione verso lo spazio e i viaggi degli Hawkwind che nel presente ha colpito parecchi rocker siderali (dai Comets On Fire ai La Otracina, senza dimenticare i più desertici Plastic Crimewave Sound) caratterizza, fin dall’esplicita copertina, la nuova sfida della famiglia Akron, che si imbarca in un viaggio che spesso attraversa sentieri sinuosi e pacificati, avvolti solo da un estatico manto siderale, come testimoniano le suggestioni corali dal retrogusto psichedelico della dylaniana title track (con alcuni passaggi rubati a "Just Like A Woman").
A tornare a cavalcare le onde della via lattea ci pensa poi "The Rider (Dolphin Song)", solido cantico tribale (con tanto di trombe nel finale), squarciato a intervalli irregolari da voragini chitarristiche che precipitano di nuovo al suolo, e il finale gospel poco meno che a cappella di "Love And Space" riconcilia definitivamente con le radici della terra, ma con la mente sempre rivolta altrove.

Gruppo fantasioso e dotato di tecnica ampiamente bastante a supportarne, nei fatti, le ambizioni, gli Akron Family, pur confezionando un disco ineccepibile sotto il profilo realizzativo, restano purtroppo fondamentalmente fermi sui loro passi e appaiono ancora abbastanza indecisi sul da farsi, a meno che l’intenzione non sia quella di costruire, mattone dopo mattone, un piccolo (e un po’ confusionario) Bignami delle sperimentazioni possibili che la musica rock ha applicato in 40 anni e passa al canovaccio folk.
Quel che poi conta davvero è che questa volta le zampate migliori del quartetto (di solito messe a segno sul fronte melodico) non sono pervenute, lasciandoci un album inevitabilmente consigliabile ai fan e che però difficilmente rimarrà episodio cruciale della carriera dei nostri, causa anche e soprattutto il ricorso, in tutti i registri musicali esplorati, a soluzioni che sanno un po’ troppo di maniera, lasciando che la personalità della band emerga unicamente nella volontà di assemblare nello stesso brano soluzioni e mescolamenti arditi.
E’ dunque soprattutto per via della stima che nutriamo nei confronti del gruppo e della sue potenzialità che questa volta non possiamo andare oltre al 6,5.

(08/11/2006)

  • Tracklist
  1. Blessing Force 
  2. Gone Beyond 
  3. Meek Warrior 
  4. No Space In This Realm 
  5. Lightning Bolt Of Compassion 
  6. The Rider (Dolphin Song) 
  7. Love And Space
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