Amesoeurs

Ruines Humaines

2006 (Northern Silence Productions) | dark, black-metal

Stupefacente, piccolo, grande gioiellino francese.

"Ruines Humaines", sedici minuti e spiccioli di black-metal depresso e contaminato dark. Tre canzoni bellissime, tre piccole frecce nel cuore. Un unico diamante grezzo.

La musica di Neige (voce, chitarra, basso, elettronica; già membro di Alcest e Peste Noire), Audrey Sylvain (voce) e Winterhalter (batteria) è un gelido mantello di malinconia terminale. Contro l’ansia e le frustrazioni della società moderna, Amesoeurs è, in ultima analisi, uno sputo sdegnato, un grido di dolore, un primo vagito di felicità repressa.

"Bonheur Amputé" ha il passo solenne di una marcia trionfale, ma dopo una battaglia cruentissima. L'attacco è come una promessa, ma di quelle che, alla fine, si mantengono. Le urla lancinanti, in nome di una disperazione prossima all'estasi. Straziante. La avverti immediata, senza freni. Isolazionismo cristallino e sontuosamente acustico. Trascendente, quanto basta. “Cold rock”, ricorda Neige. E, in effetti, gelido è l’umore che sprigionano questi piccoli brandelli di furia giovanile, direttamente da Bagnols-sur-Cèze. Romanticismo. Quel romanticismo già malato, iniettato di streben annichilente.

La title-track si apre con delicati, stanchi accordi acustici. Ma è puro preludio, pura apoteosi al rovescio, clamore infetto, prima del doom compresso (inevitabilmente virato black) che segue. Parossisticamente disperato, come chi, esausto, più non accetta la folla che disperde le emozioni, diluendone la vitalità in un meccanismo alienante, fino al deserto, fino al silenzio dell'anima (vedi i clangori metallici che ne suggellano la fine).

“Faiblesse Des Sens” ha qualcosa come di Galaxie 500 gotici, appena rischiarati dalla voce eterea di Audrey Sylvain. E' un percorso confidenziale, nonostante tutto. Nonostante il riff galoppante (una ferita profondissima che fa molto Cure) e la catastrofe elettrica per coda di distorsioni atmosferiche che ne scagliano il lirismo verso il cielo. Un prodigio orizzontale per la fuga definitiva.

Noi, amesoeurs, siamo i bambini di questo secolo triste e metallico.

Il miglior Ep dell’anno.
Amatelo.

(27/11/2006)

  • Tracklist

1. Bonheur Amputé
2. Ruines Humaines
3. Faiblesse Des Sens

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