È figlia di un ritmo lento, di una costruzione definita al millimetro con infinita pazienza, la collaborazione che vede dialogare Alessandro Sgarito e Roberto Mares. Uno scambio attivato nel 2024, protrattosi per un tempo necessario e che trova la sua denominazione in un’architettura reale – un rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale – collocata nel giardino di uno dei due autori. Un luogo dunque, prima ancora di una storia, un disco che vuole essere ambiente di ascolto confortevole, esperienza sensoriale a tutto tondo.
Parola d’ordine per la sinergia attivata è equilibrio, l’arte di introdurre il proprio lessico all’interno di uno spazio condiviso senza prevaricazione. Il suono si stratifica, gonfia e si espande fino ad assumere forma definitiva, lasciando che ogni modulazione, ogni nota respiri. I synth danno densità, gli strumenti tracciano la melodia, le pulsazioni aggiungono struttura. Ambient è il campo d’azione preminente, ma il suono si sposta agilmente su coordinate new classical punteggiate dalla presenza del piano e degli archi sintetici, aperture downtempo e derive elettriche di matrice post-rock. Il tutto senza creare cesure, mantenendo un evoluzione coerente dell’insieme.
Questo incastro perfetto sa accogliere con identica virtù una serie di preziosi contributi, capaci di interagire espandendo gli orizzonti sonori senza snaturarli. La voce ipnotica di Helga Raimondi (Dictaphone) in “Unbroken”, le parole profondissime narrate da Fabio Puletti in “Cloud#10” portano il calore della presenza. Il violoncello di Laura Bisceglia conduce con eleganza le due tracce in cui è coinvolta esaltandone il tono elegiaco senza appesantirlo. Allo stesso modo la chitarra di Fabio Capanni agisce in modo chirurgico rimanendo in penombra, ma determinando l’esito della conclusiva “Gl_tch L_ve”.
Una visione resa corale dalla quale nasce una traiettoria ibrida all’insegna della contemplazione. Una storia che non ricerca un esito, ma accoglie nel calore del suono per donare un tempo sospeso dall’ansia del mondo a chi ha la pazienza di addentrarsi e trattenersi.
18/06/2026