Vittorio Cane

Vittorio Cane

2006 (Innabilis Produzioni) | songwriter

Mettiamola così: ascoltate questo disco, almeno una volta. Potreste detestarlo, o al contrario innamorarvene. Il primo impatto non è positivo, tanto che la sensazione di sciatteria è così intensa che ti viene da pensare a un mero esercizio da dopolavoro, se non al classico spaccone da falò sulla spiaggia, intento a strimpellare quattro idiozie per rimorchiare qualche tipa. Forse… E sì, il Cane potrebbe essere un doppiogiochista, un po’ freak un po’ figlio di puttana, sincero fino a un certo punto, pronto ad abbandonare la nave se il tempo volgesse al brutto.
Poi analizzi i testi: semplici, che sembrano composti da un bambino a cui è stato rubato il lecca lecca; nenie, girotondi lamenti e prese per il culo… Bugo al confronto è un poeta decadente di fine Ottocento.

Allora? Dove sono i pregi di questo “Vittorio Cane”? Beh innanzitutto proprio i testi, la cui apparente banalità, come spesso accade, nasconde filosofia di fondo ben definita, o forse un genuino modo d’essere, non mediato da alcuna sovrastruttura socioculturale.
Vittorio Cane sembra vivere completamente fuori dal mondo. Confeziona quadretti di vita quotidiana (la sua) raccontando di piccole grandi sfighe, speranze frustrate, fino a toccare vertici di assoluto onanismo autoflagellatorio in “Speciale”: “Perché, perché capita sempre a me di non fare canestro…”. Questo è il nuovo blues suburbano(italiano) di inizio millennio. Il blues delle novelle generazioni orfane di grandi ideologie, incapaci di tener testa all’accelerazione culturale della società moderna. Così lascia a bocca aperta la bellissima “La Neve Sotto Il Sole”, una manciata di accordi che progrediscono fino sfumare in un anticlimax di assoluta tenerezza.

Ma non fatevi ingannare, il nostro non pare particolarmente incline alle smancerie. Così abbandonano le stramberie sotto forma di cantati stonati alla Bill Callahan (“Grand Canyon”, “La Musica”), e ancora sputacchi sintetici di pop music mutante (“ Ti Do Qualcosa”) talmente involuti da nebulizzare una qualsivoglia ipotesi di retaggio musicale.
A metà tra un vaudeville post-moderno e un esperire visionario della quotidianità proprio delle psicologie borderline , “Vittorio Cane” è un disco agrodolce, come le cose migliori di Rino Gaetano. Procuratevelo, e potreste ritrovarvi a godere condividendo quei malesseri che attanagliano la nicchia congenitamente emarginata della società italiana.

(01/09/2006)

  • Tracklist
  1. Mestiere
  2. Grand Canyon
  3. La Musica
  4. Speciale
  5. Dipendente
  6. Mille
  7. Ti Do Qualcosa
  8. La Neve Sotto Il Sole
  9. Un Punto
  10. Neorealista
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