Kode9 + The Spaceape

Memories Of The Future

2006 (Hyperdub) | dubstep

Kode9 ha piazziato il colpaccio, ha attinto dal cilindro e ha tirato fuori il proverbiale coniglio. La scena dubstep, da fenomeno molto più che sommerso degli albori, ha trovato canali comunicativi sempre maggiori, fino a diventare un piccolo caso.
Dal 2000 fino ad oggi di progressi ne sono stati fatti, e con questo disco viene posta una pietra angolare del movimento, andando a cercare suoni differenti dalla semplice commistione di dub e 2step. Il suono si fa meno vincolato alla distensione, come in Burial, ma più dub, più ruvido e paradossalmente melodico, con tanto di rappato lisergico.

Kode9 sbroglia una matassa che si stava annodando fin troppo su se stessa, “Portal” e “Curious” hanno radici smaccatamente giamaicane, la voce creola dipinge con le ottime costruzioni sonore un panorama caldo, molto fisico, in contrasto con la freddezza delle passate produzioni del nostro. Bassi lunghi, profondissimi fino al fastidio, ritmiche mutuate da certa techno vicina agli Orbital più atmosferici (che già nel disco di Boxcutter hanno dimostrato tutta la loro influenza), sono elementi reiterati, che portano allo spasmo il concetto stesso, ma che svicolano d'improvviso in cambi di rotta. Tricky ha fatto molta scuola, ma viene metabolizzato alla grande per creare qualcosa di inaspettato.

Le pulsazioni dub, quindi, vanno a incanalarsi tra i sentieri più disparati, una volta sollevate con garbo dal fango acido che infestava i primi percorsi; si evince, senza mai perdere di vista l’ingresso, un nuovo cammino. In ogni traccia convivono fugaci rivisitazioni del beat d’assalto e nuovissime proiezioni elettriche, nelle quali Spaceape funge da prezioso collante; le sue muscolose avanzate black-garage rafforzano ulteriormente l’ossatura del disco.
In tal senso “Sine” risulta la spina dorsale della nuova creatura di Kode9: poderose interferenze inserite in un contesto elettronico avulso da ogni controllo, conducono Spaceape in un colloquio spaziale, a tratti malefico.

Mentre “Correction” esalta con maggiore inquietudine le precedenti sconnessioni temporali, “Kingstown” decide di imbattersi nel 2-step d’avanguardia, sfumature house e tastiere organiche racimolano quel poco di calore urbano presente nel sottofondo, prevalentemente meccanico. Si spazia con eleganza anche tra i meandri delle antiche operette cinesi, è il caso di “Nine Samurai” e dei suoi irrequieti tribalismi, prima di rituffarsi nel rap d’oltreoceano, e revisionare il tutto con poderose partiture dub; l’ultimo déjà vu futuristico è la cristallina “Quantum”, saggio di mescolanze elettro-pop in stile del tutto Hyperdub.

"Memories Of The Future", in sostanza, è un’opera di fondamentale transizione, apre la strada a nuove incursioni, rimodellando gli sperimentalismi algidi con l’estro del pioniere e con un’eleganza formidabile, soprattutto nella visualizzazione di nuovi spazi sonori. Notevoli anche le possenti esternazioni di Spaceape, che illuminano la performance del mago Kode9 passo per passo, creando talvolta delle propulsioni vocali decisamente surreali.

Le illusioni (?) di questo show hanno senza dubbio incantato la nostra platea, non ci resta altro che annotare, per il futuro, l’espansione di questa nuova compagine, anche in virtù del fatto che, finora, non hanno sbagliato una mossa.

(09/11/2006)

  • Tracklist
  1. Glass
  2. Victims
  3. Backward
  4. Nine
  5. Curious
  6. Portal
  7. Addiction
  8. Sine
  9. Correction
  10. Kingstown
  11. Nine Samurai
  12. Bodies
  13. Lime
  14. Quantum
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