Spank Rock

YoYoYoYoYo

2006 (Big Dada) | alt-hip-hop

Naeem Juwan (alias Spank) e Alex Epton (alias XXXChange) provengono dai bassifondi urbani di Philadelphia, dove sono cresciuti a ritmo di Beastie Boys, Tupac Shakur, Grandmaster Flash, risse metropolitane e posse hip-hop in tenuta college. Trasferitisi negli ultimi tempi a Baltimora, predicano una visione alternativa dell'odierna configurazione hip-hop, armati di synth, basso sintetico, tastiere e laptop. Difficile attuare degli accostamenti concreti per individuare la provenienza delle loro articolazioni, piuttosto si evince un richiamo confuso al rap anni 80 e al groove ipnotico dei ghetti newyorkesi del secondo biennio Carteriano, tanti 4 Hero e una spruzzata di Mtv: le buone maniere non sono in casa.

Sub-woofer a propulsione: è questo il motto del duo che infila un trittico iniziale da capogiro e ritmiche frenetiche, con una "Backyard Betty" che è l'apoteosi della cafonaggine nera: sfacciata e volgare, ma al contempo metodica e precisa nel suo essere un turbine di drum machine e vocoder.
L'arte del mash-up intesa come lavorazione di campionature, successivamente tagliate e ricucite per formulare nuove fusioni digitali, è alla base di tutte le tracce, in un ciclo vorticoso di broken beat, voci sintetiche e repentini raptus techno-house.

Se Juwan e Epton hanno deciso di sculacciare (da qui il termine Spank) l'hip-hop con accelerazioni dub-rock ("Rick Rubin"), poggiandosi con laltra mano su partiture elettroniche dalta scuola, ben vengano nuovi seguaci e futuri allievi.
Questa visione sconquassata dell'hip-hop della New School estremizza il concetto di campionamento, deviato con costanza dal dadaismo alieno del beat di fondo ("Chilly Will"), ma che rimane ben saldo nelle sue radici con un costante flow hardcore dell'MC.

Inutile cercare delle boe orientative, le onde sonore sono caotiche, prive di ogni sequenza razionalizzata, incastonate l'una sull'altra in un boomerang ossessivo e convulso come in "Far Left", o che si poggiano sulla collaborazione di due che, in fatto di sfacciataggine, la fanno da padrone: Fergie dei Black Eyed Peas ("Bump") e una M.I.A. che mette a disposizione il suo meltin pot musicale con un risultato da punjab-hip-hop marcissimo.

Francamente, perché questo disco è un bel disco? Perché l'hip-hop dopo essere stato sgretolato dall'impatto di una label come la Anticon sta tornando a ricostruirsi in una forma nuova, ma con ben in mente da dove viene, perciò ritorna l'attitudine stradaiola, da sfide a colpi di rime e beat fragorosi, basti pensare a Darc Mind, Surreal e a questo disco per farsene una ragione, e perciò torna alla sua anima divertente e, perché no, cazzona.

"YoYoYoYoYo" è un frullato di colpi di genio, bassezze stilistiche e richiami a un'epoca d'oro che ormai è andata; ne esce un disco compatto, che con i suoi errori sa comunque qual è il suo obiettivo: far muovere il culo. E se questo è solo l'inizio, meglio cominciare a scaldare i muscoli.

(04/03/2007)

  • Tracklist

1. Backyard Betty
2. What It Look Like
3. IMC
4. Rick Rubin
5. Touch Me
6. Bump
7. Sweet Talk
8. Chilly Will
9. Far Left
10. Coke n Wet
11. Competition
12. Screwville, USA

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